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giovedì 8 febbraio 2024

Chi ben comincia...

Altra settimana altro incipit per scoprire nuove letture! Questa volta voglio leggere insieme a voi l'incipit di un thriller che ho comprato qualche mese fa, forse dicembre, di cui ne ho sentito parlare super bene e devo dire che questo prologo farà venir anche a voi voglia di mettervi comodi e proseguire.




Il bambino correva lungo il margine della strada, come un animale in fuga nella notte. All'uomo sull'auto ricordò la celebre fotografia di Kim, la bambina vietnamita che scappava disperatamente mentre il napalm le bruciava la schiena. Ma quella era la strada regionale 74, detta la Maremmana, che in quel tratto lambiva l'altura aspra di un paese chiamato Sorano, con le luci che baluginavano nel buio, e attraversava la campagna grossetana che si estendeva intorno. 
L'uomo si accertò che nessuno stesse sopraggiungendo le sue spalle e rallentò con cautela, accostando la Toyota Highlander a ridosso della parete collinare. A parte i suoi fari, nessun'altra luce illuminava la zona. Il bambino continuò la corsa e scomparve oltre la curva che l'automobilista s'era appena lasciato alle spalle. L'uomo scese dall'alto e lo seguì. Non aveva avuto il tempo di prendere il giubbotto giallo in dotazione e pregò che non arrivassero altre macchine. In quel punto la regionale si stringeva e un'auto che fosse sbucata all'improvviso dal tornante oltre il quale era sparito il ragazzino non avrebbe fatto in tempo a frenare. 
Il bambino sembrava davvero terrorizzato e l'uomo aveva paura che urlando lo avrebbe spaventato ancora di più, magari spingendolo a rientrare nella boscaglia e a scomparire in quell'intrico vegetale. Là dentro non lo avrebbe più ripescato. 
Il ragazzino doveva essere esausto. Lo raggiunse in pochi minuti e lo bloccò. <<Fermati!>> rantoló. Non fece in tempo a sorprendersi per la magrezza e il braccio nudo e gelido che aveva afferrato, che il bambino si girò e gli azzanò la mano. L'uomo gridò per il dolore, ma represse l'istinto e allontanarlo. Lo abbracciò, invece, cercando di arginare il vortice di calci e pugni, e sussurrò: <<Fermati, stai calmo, per favore. Voglio aiutarti. Voglio solo aiutarti.>> 
Il bambino gridò frasi incomprensibili. Roteò gli occhi, poi svenne tra le sue braccia. 
Solo in quel momento si fermò una seconda auto che inchiodò entrambi con un paio di spietati abbaglianti. L'uomo restò immobile immaginando l'effetto di quella scena per l'automobilista che lo stava illuminando. Uno sconosciuto grande e grosso che stringeva a sè il corpo esanime di un bambino di dieci, dodici anni, completamente nudo.

giovedì 2 luglio 2015

Chi ben comincia... #107: "Il ladro di nebbia" di Lavinia Petti

Chi ben comincia... è la rubrica ideata dalla carissima Alessia del blog Il profumo dei libri che ringrazio perchè questa rubrica mi piace tantissimo e poi non so vi può essere utile per stuzzicare la vostra curiosità ^^ Questa rubrica la posterò ogni giovedì ^_^... In che cosa consiste?

-Apri un libro a caso dalla tua libreria
-Riporta le prime 10, 15, 20 frasi dell'inizio del libro
-Aspetta i commenti.


Un libro che mi ha affascinata dalla sua copertina.. ho letto un paio di parere in giro ed erano molto positivi e prima di ieri addirittura neanche sapevo la trama sinceramente, penso che lo inizierò proprio così al buio, un salto nel vuoto e chissà magari ci trovo dentro una piccola perla :) Lo avete letto voi?

***

Preludio

L'erba della Collina sospira. Dicono che se la sciolti attentamente, nelle gelide notti della merla, si possono udire le storie che narra. Sono le storie delle genti straordinarie che per poco vissero e per sempre morirono, e che nell'oblio di questo cimitero un giorno svanirono.
Io sono una di quelle storie smarrite. Perché una volta fu decisa per me una sorte peggiore del morire... e fu allora che io smisi di esistere.

Capitolo 1
Antonio M. Forte

La pioggia punzecchiava i vetri appannati del bar. Oltre le finestre le figure si muovevano frettolose, i contorni sfocati come negativi di fotografie, e si precipitavano dentro negozi e locali già affollati, in attesa che il cielo si consolasse e ritrovasse il sorriso.
Un acquazzone improvviso nel ben mezzo di una giornata tersa e un evento piuttosto improbabile, ma a marzo, il mese più pazzo dell'anno, ogni cosa apparve meravigliosamente possibile.
In un angolo del bar, in mezzo a un dedalo di tavoli e sedie, di adolescenti isteriche, di cameriere annoiate e di uomini d'affari frustati, spuntava una massa informe di capelli neri e ricci con strie d'argento che si allungavano qua e là con eccessiva prepotenza. Sotto la chioma ingarbugliata si affacciava la punta di un naso importante, sormontato da un paio di storti occhialetti.
L'uomo era immerso nel foglio che aveva davanti e non si accorse della presenza che gli trotterellava nervosamente intorno.

-Il ladro di nebbia di Lavinia Petti -

giovedì 28 maggio 2015

Chi ben comincia... #103: "L'ipotesi del male" di Donato Carrisi

Chi ben comincia... è la rubrica ideata dalla carissima Alessia del blog Il profumo dei libri che ringrazio perchè questa rubrica mi piace tantissimo e poi non so vi può essere utile per stuzzicare la vostra curiosità ^^ Questa rubrica la posterò ogni giovedì ^_^... In che cosa consiste?

-Apri un libro a caso dalla tua libreria
-Riporta le prime 10, 15, 20 frasi dell'inizio del libro
-Aspetta i commenti.


L'incipit è del libro che sto leggendo attualmente. Mi piace molto lo stile di scrittura di Carrisi, una bella sorpresa :) 

*** *** ***

La stanza 13 dell'obitorio di Stato era il girone dei dormienti. 
Si trovava al quarto e ultime libello del sotterraneo,  nel gelido ingenti delle sale frigorifero. Il piani era riservato ai cadaveri senza identità. Di rado qualcuno chiedeva di visitarlo.
Ma quella notte era arrivato un ospite.
Il custode lo attendeva davanti all'ascensore con il naso sollevato al soffitto.  Osservava i numeri che apparivano uno alla volta sul quadro luminoso e scandiano la discesa della cabina, e intanto si domandava chi potesse essere l'inatteso visitatore. Ma, soprattutto, s'interrogava sul motivo per cui si era spinto fino a quel confine lontano dalle cose dei viventi.
quando l'ultimo numero si accese, ci fu un lungo attimo di silenzio, poi le porte della cabina si spalancarono. Il custode osservò l'ospite,  un uomo oltre la cinquantina che indossava un completo blu scuro. E subito - come accadeva sempre a chi metteva piede per la prima volta laggiù - vide dipingersi lo stupore sul suo viso quando capì di non avere difronte un ambiente rivestito da piastrelle bianche, illuminato da asettici neon, bensì pareti di colore verde e punti di luce arancione. 
<<La policromia blocca gli attacchi di punico>> spiegò il custode, rispondendo a una tacita domanda. Quindi gli porse un camice azzurro. 
L'ospite non disse niente. Si preparò e, poco dopo, i due s'incamminarono.

- L'ipotesi del male di Donato Carrisi -