Visualizzazione post con etichetta Francesca Diotallevi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Francesca Diotallevi. Mostra tutti i post

sabato 3 febbraio 2024

Frasi da: " Dentro soffia il vento" di Francesca Diotallevi

No, io non volevo guarire. Io volevo tenermelo dentro quel fratello che non avevo saputo proteggere, che non avevo potuto strappare via dalla morte, come lui aveva fatto con me punto quel fratello che non aveva tomba né fiori; che non avrebbe avuto un posto, nel mondo, dove chi aveva armato potesse ricordarlo, piangere per lui. Così non le sprecavo, quelle lacrime. Le custodivo come custodivo il dolore che avevo dentro, l'unico sentimento che sembrava darmi ancora la capacità di definirmi umano.

Dentro quelle lettere c'erano più parole di quelle che avevo pronunciato in tutta la vita. Le tenevo sotto il materasso, senza trovare la forza di consegnarle alla persona cui erano indirizzate, senza riuscire a gettarle nel camino. Dormivo sulle cose non dette che mio fratello aveva scarabocchiato dal fondo di quei buchi di fango che i soldati chiamavano trincee.

Per questa nuovi libri: rendevano Le persone migliori. A volte le salvavano.

<<Dio, bambina mia, non è qui punto Dio è la Montagna che ci tiene al sicuro, pur esponendoci a tanti pericoli. E l'acqua e il cibo che ci permettono di vivere, il fuoco che ci scalda punto Dio è la pioggia che bagna i campi e il sole che scioglie la neve. Dio è nei dettagli, figlia mia.>>

<<Non lasciare che qualcuno ti dica in cosa credere, ragiona con la tua testa, segui l'istinto. Nessuno dovrà importi chiamare. L'amore non si insegna, è l'unica cosa che non posso spiegarti. Non posso dirti quali battaglie combattere, dovrsi capirlo da sola e non sarà facile. L'amore non lo è mai, richiede coraggio e tenacia. Non si sceglie, è sempre lui che sceglie te.>>

La storia era piena di errori commessi da uomini che avevano dato più credito alle credenze popolari che all'intelletto.

L'amore sa essere oscuro e confuso. Un labirinto tortuoso in cui viene smarrita ogni razionalità.

<<Sono tuo, tuo punto ogni pezzo della mia pelle ti appartiene, ogni ferita, ogni goccia di sangue.>>

<<Rafhaël era un fratello punto era la mia famiglia. Con te è diverso, tu sei il veleno che mi soffia dentro, sei colui che muove i miei passi. Se sparissi in questo momento, sparirai con te.>>

Credevo di odiarla, per avermi salvato sottraendomi alla montagna, che era l'unica cosa che amavo; ma non era vero: amo lei più di qualsiasi altra cosa. Lei che aveva guardato dentro di me e si era lasciata guardare dentro. Lei, che della montagna aveva la stessa imperiosa tenacia e quella limpidezza che era propria del ghiaccio e dell'acqua di fonte.

La scelta che compiamo, ogni decisione che prendiamo comporta un prezzo da pagare

È stato amore a prima vista, quello che ti piega le ginocchia, che non ti lascia scampo. 
In questa storia non sono altro che uno spettatore. Forse il merito di avervi fatto incontrare, null'altro. Sono patetico, lo riconosco. Siedo quaggiù, in questa fossa che forse diventerà la mia tomba, tra compagni che magari domani saranno morti. Non credevo che il mondo sapesse essere tanto crudele, che potesse strapparti di dosso ogni gioia e sputarla ai tuoi piedi. Quello che mi avvilisce, che mi demoralizza, è vedere morire così inutilmente. Non siamo altro che pezzi di carne da macello. La patria è soltanto un'illusione. 
Perdonami se queste parole sono così crude, così colme di sconforto. Vorrei stracciare il foglio, poi penso che non leggerai mai queste mie lettere, e allora mi concedo uno sfogo che non è altro che un urlo silenzioso lanciato verso stelle che non posso vedere, ma che da qualche parte, in un cielo che non si è ancora capovolto, esistono ancora. Così come esisti tu. 
È l'unica cosa che mi dona sollievo: sapere che esisti. 
Sei ciò che rende questo mondo migliore, Fiamma.

Fiamma, lasciarti andare la cosa più difficile che io abbia mai fatto. Più difficile di questa guerra, che il confine ultimo della mia vita. 
Se chiudo gli occhi, mi sembra di sentire la brezza della valle che spira sui prati e sulle rocce rugginose, nella selva di larici rossi e tra le betulle. Le montagne si stagliano contro il crepuscolo. Il bosco è già al buio, ma su ai pascoli arriva ancora l'ultimo sole e fa caldo; mentre noi, quaggiù, avvolti dall'ombra, iniziamo ad avere freddo. Scende la notte e il cielo si accende di stelle, e sono tanto luminose da lasciarti ammutolito. E non ci pensi, non ancora, che non siamo altro che una manciata di biglie lanciata nell'infinito. Scintille fragili e palpitanti che illuminano un mondo troppo buio. 
E ci sei tu, che non smetti di sorridere. 
Addio, amica mia, mio unico amore.

Vai da lei, Yann. Amala, proteggila, lascia che si prenda cura di te. 
Lei sola può sanare le tue ferite, quelle che ti porti dentro e addosso da quella notte. Le hai permesso di ricucire la tua pelle, permettile anche di rimettere insieme la tua anima. 
Non è colpe per quello che è successo, la montagna sa essere crudele, come la vita. Pensavi di conoscerla, ma non si conosce mai davvero ciò che si ama, lo si può solo amare.

Vivi la vita che avrei voluto vivere. Ogni istante, ogni suo sorriso.

Lo odiavo e, allo stesso tempo, Sentivo di non averlo mai amato così profondamente.

L'amore è il più complicato dei sentimenti. Il più meschino e, lo stesso tempo, il più coraggioso.

<< Non ne ho nemmeno adesso, tranne una: non siamo soli in questa vita. Siamo sempre parte di qualcosa, ed è quel qualcosa che spesso ci salva, anche da noi stessi.>>

<<Ti devo molto, Fiamma: con poche parole mi ha insegnato più di quando io siai riuscito a imparare e anni di studio. Dio è nei dettagli. L'ho capito qui, tra queste montagne che solo meravigliose e terribili. L'ho capito tra gente semplice che vive con poche risposte, ma sa farsi le domande giuste. Ora lascia che anche io ti insegni qualcosa che ho imparato sulla mia pelle: fuggire non serve a nulla. La vita troverà comunque il modo di raggiungerti, e le cose è meglio affrontarle di petto che vedersele sbucare dalle spalle. Credimi.>>

<<È vero, ti ho tenuta lontana da me. Dal mio cuore no, quello mai. Io ti amo. Le lettere le ho tenute nascoste perché avevo paura.>> 
<<Paura di cosa?>> 
<<Che amassi lui molto più di quanto ami me.>> Chiusi gli occhi. Sentivo il suo amore premere contro le mie difese, voleva entrare e appropriarsi di uno spazio che era suo, che era sempre stato soltanto suo. Io, però, non mi fidavo più di lui.
<< Mi hai fatto male, Yann, più di quanto tu possa immaginare.>>
Lui passò la guancia sul mio cuore, sentivo il suo respiro a sfiorarmi la pelle.
<<Non ti sto chiedendo di perdonare il mio egoismo. Resta con me, però. Odiami, ma resta con me. Disprezzami ogni giorno della tua vita, ma resta con me. Sposami, Fiamma. O non sposarmi, se non vuoi, ma resta con me. Non lasciarmi. Mai.>>

giovedì 25 aprile 2019

Recensione: "Dentro soffia il vento" di Francesca Diotallevi

Prima di decidermi a scrivere questa recensione sono passati ben 3 mesi, visto che è stata una lettura di gennaio, a cui però non riuscivo a trovare alcuna parola per inizire a parlarne, però visto e considerando che è un libro bellissimo e voglio assolutamente consigliarvi devo iniziare da qualche parte a farlo!

Dentro soffia il vento
di Francesca Diotallevi

Editore: Beat
Pagine: 221
Prezzo: 9,00€

Voto: 5/5

Trama: In un avvallamento tra due montagne della Valle d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint-Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile. Al calare della sera, da una di quelle case, qualche «anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino. Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano «pozioni» approntate da una «strega» che ha venduto l’anima al diavolo. Solo una persona, negli anni, ha avuto il coraggio di superare i pregiudizi della comunità e stringere, con Fiamma, un’amicizia sincera: Raphaël Rosset. Ma Raphaël, un giorno, è partito per la guerra e non è più tornato. A piangerlo è rimasto Yann, suo fratello, che sembra nutrire per la strega dei boschi un singolare e apparentemente immotivato odio…


Un libro piccino per quantità di pagine, ma enorme nella quantità di emozioni e di pianto che ha cacciato in me. 
Fiamma è quella che tutti catalogano come strega perchè abita isolata in mezzo al bosco come fece anche la mamma senza entrare mai in contatto con nessuno del minuscono villaggio di Saint-Rhémy in Valle D'Aosta tranne che per Raphael l'unico che gli sia stato vicino come amico che però è morto in Guerra e di cui Yann il fratello non gli perdonerà mai di essere partito per essa, diventando freddo e chiuso in sè con un profondo odio verso quella ragazza che il fratello invece amava.
A fare da sfondo a questa storia c'è il magnifico panorama che l'autrice ci racconta, un giovane prete che prende "possesso" della piccola canonica del borgo in cui vige ancora il vecchio parroco che non si arrende alla pensione dalla comunità e del maestro del villaggio che cerca in tutti i modi di essere amico con la piccola Fiamma.

Una storia d'amore, di amicia, a non guardare mai alle apparenze e non giudicare mai perchè ognuno combatte una battaglia dentro di sè più grande di quel che si mostri agli altri. Sono personaggi bellissimi sopratutto Yann così mutilato dentro e fuori, reso freddo e aspro da questo borgo così freddo e rigido in inverno, isolato dal mondo in cui tutto si conoscono e sanno tutto della tua vita, morte e miracoli, un fratello che per colpa della guerra non è mai tornato lasciando un vuoto in tutto il paese per la meravigliosa persona che era e un odio sconfinato per quella strega dei boschi. Fiamma così piccola e fragile all'apparenza, ma forte come la neve che si posa sulle cime fino all'estate, che tutti scansano e maledicono, ma a cui tutti nel cuore della notte si recano per i suoi medicamenti visto che lei ha un eccezionale dono per le piante per vivere esattamente come la madre prima di lei.
E poi questo prete un po' impacciato che cercherà di inserirsi in questa nuova vita così strana e piena di superstizioni e stretta per lui abituato alla città e alla sua apertura mentale.

E' una storia di amore e non lo è, è una storia di malintesi, di cose non dette come lo potrebbe essere di chiunque di noi nella nostra vita. E' un libro di una semplicità sconvolgente, ma di un'intensità disarmante nella sua semplicità con un finale prevedibile ma che è riuscito a farmi piangere a fontana. Ho letto solo questo libro di questa scrittrice e in giro è piaciuto poco appunto per questa sua semplicità. Io non ho altri metri di paragone però posso dirvi che io personalmente l'ho amato e a distanza di mesi ancora lo ricordo struggente e meraviglioso e non fa niente se il finale è il classico the end da Disney è perfetto lo svolgimento, l'intreccio delle emozioni tra i personaggi che lo rende vivo e "feroce". Perciò si, leggerò altro della Diotallevi e questo avrà un posticino nel mio cuore e ve lo consiglierò sempre a dispetto di quello che ho letto in giro.. infondo lo sapete io sono sempre la solita pecora nera romantica 😜



mercoledì 6 febbraio 2019

Wrap up gennaio 2019

Sono stata brava e non solo ho comprato ma ho anche letto ben 5 libri, io che nell'ultimo anno se ne leggevo 3/4 al mese facevo prova, e fortunatamente sono state tutte letture molto molto belle!!!! 

Cominciando l'anno in grande stile ho letto La settima onda, secondo libro della duologia di Daniel Glattauer, iniziata con le ho mai raccontato del vento del nord che invece è stato l'ultimo libro del mio 2018 libresco. Due belle letture, leggere e romantiche, ma non troppo. 

QUI la recensione di entrambi i libri


Dopo questa veloce lettura mi sono gettata, vista l'uscita del secondo volume, su Fidanzati dell'inverno di Christelle Dabos, primo libro della trilogia di L'attraversaspecchi. Ha un ambientazione particolarissima e anche se questo volume è molto lento e ingarbugliato per via dell'ambientazione la sua mole di pagine scorre via così in un attimo senza che ci se ne renda conto, che meraviglia!!! In settimana spero di riuscire a finire a scrivere la recensione

Voto 


Altra duologia di gennaio (ahahahhaha mi sta piacedo molto questa tipologia di volumi uno a volte è poco e tre a volte sono troppi, due è il giusto se usati bene) all'insegna della storia di Mary, una ragazza che venne considerata strega nel 600 e del suo viaggio verso la libertà e la verità della sua vita nel nuovo continente allora appena esplorato; l'America.

QUI la recensione di entrambi

Voto 


E per ultimo quello che è stata la lettura più bella e più emozionante di questo mese che andrà dritta tra i migliori del 2019. Mi si è strizzato il cuore all'inizio per finire a piangere come una fontana alla fine!!! 
La storia di Fiamma, Yann e Raphael ambientata nel piccolo borgo di Saint Rhémy nella Valle D'Aosta prima e dopo della guerra mondiale. Per certi versi mi ha fatto pensare a Le otto montagne di Cognetti. Il modo di parlare della montagna, dell'amore di queste persone che hanno per essa, i sentierini, la neve "crudele" e l'inverno rigido e l'estate splendida, la vita scandita  ritmo delle stagioni...
Appena trovo il coraggio ne farò una recensione, per ora lo tengo per me ancora un po', però ve lo consiglio assolutamente!!! 

Voto 


E voi cosa avete letto? 


lunedì 4 febbraio 2019

Book Haul Gennaio 2019

Gennaio è passato e nella mia libreria sono entrate delle new entry, managgia a me 😐 con tutti i libri che ho accumulato ahhahahahhaha però erano acquisti super necessari ecco 

Il risveglio di Sunshine lo cercavo da un po' in quanto ho letto il primo volume di questa duologia o serie? non saprei... ed ero curiosa di proseguire nella lettura delle avventure di Sunshine, anche se il primo volume mi ha lasciata alquanto perplessa per lo svolgimento finale.

Gli scomparsi di Chiardiluna non vedevo l'ora che fosse tra le mie mani ed eccolo qui *_* anche in lettura in questo momento, solo che ora come farò senza il  terzo!? 😞 Ti prego E/o pubblicalo velocemente!

Dentro soffia il vento di Francesca Diotallevi è forse il libro più bello di questo gennaio 2019. Un libro straziante, che mi ha fatto piangere tantissimo alla fine. E' stata una storia breve, ma veramente bellissima!!!!!!

Oooh questi sono i "bimbi" dell'Economica Universale Feltrinelli che ho scelto per ricevere due plaid che davano per ogni acquisto di due volumi (mi manca ancora il terzo però.. ho un debole per tazze e plaid che ci posso fare 😅)

Umiliati e offesi di Dostoevskj, La banalità del male di Hannah Arendt, Donne che comprano fiori di VanessaMontfort e Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani.
Invece Il patto di Jodi Picoult è saltato nel carrello Amazon dopo che Silvia del blog ...Il piacere della lettura ne ha parlato e per 5€ plop è finito a casa 😂😂😏😏

E voi a gennaio cosa vi siete regalato o fatti regalare?