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venerdì 7 gennaio 2022

In my mailbox - Regali sotto l'albero

Babbo Natale non è stato molto generoso in fatto di libri quest'anno solo uno dalla cognata che ha centrato uno dei tanti in wishlist, e avevo i "santi" punti della Giunti che mi hanno fatto regalare due libri a cui facevo la corte da un po'.


Olivia Denaro è stato il Babbo Natale familiare che già l'anno scorso mi ha portato Il treno dei bambini che ho molto molto molto apprezzato e spero che anche questo mi piaccia. Ho parecchie aspettative verso di te Olivia!
Sotto il sole di mezzanotte è a causa di #profumodicartaeinchiostro su Instagram che ne ha parlato in termini talmente tanto entusiasti che dovevo averlo e la graphic novel di Sapiens che non vedevo l'ora di metterci su le mani *_* ora punto la parte 2 che non escludo di autoregalarmi a Pasqua! 




Bottino magro ma che mi rende molto felice, e voi cosa avere trovato sotto l'albero?

venerdì 19 giugno 2020

Wrap up maggio 2020

(... Fra poco finisce pure giugno e io scrivo il post di maggio....) Maggio è stato un mese magro e triste sul fronte letture... anche sul fronte vita visto che io in quarantena ci stavo bene ahahhahahha la mia asocialità è uscita in tutto il suo splendore nel periodo di chiusura aaaaaah che bei momenti solitari che ho avuto... ma vabè la vita e il lavoro mi hanno richiamata all'ordine e le letture e i post sono stati accanonati un po'...



Il treno dei bambini di Viola Ardone profuma di casa, profuma di posti conosciuti, ma con una storia di cui ero all'oscuro, quella dei bambini del sud che nel dopo guerra venivano mandati dalle famiglie del nord affinchè potessero un po' magiare, andare a scuola, vivere una vita quantomeno agiata e normale rispetto alla povertà e all'ignoranza che c'è al sud o comunque "liberarsi" per qualche tempo di una bocca in più che grava sulle spalle.


Bed time di Aberto Marini... ho fatto fatica a ingranare la marcia di lettura, perchè bed time è un libro malato, con un protagonista malato. E' un libro che ha bisogno dei suoi tempi e dei suoi spazi per spararti nella mente psicotica di lui e delle sue assurde azioni, però una volta che sei dentro devi assolutamente arrivare fino alla fine perchè vuoi, devi sapere fin dove riuscirà a spingersi il protagonista nella sua follia e devo dire che il finale è assolutamente azzeccato!! Per fortuna che non l'ho abbandonato come era mia intenzione!



E voi cosa avete letto a maggio?

sabato 31 agosto 2019

Recensione di letture vacanziere #4: "Il nero e l'argento" di Paolo Giordano

Il nero e l'argento
di Paolo Giordano

Editore: Einaudi
Pagine: 118
Prezzo:10,00€

Voto: 1/5

Trama: È dentro le stanze che le famiglie crescono: strepitanti, incerte, allegre, spaventate. Giovani coppie alle prime armi, pronte ad abbracciarsi o a perdersi. Come Nora e suo marito. Ma di quelle stanze bisogna prima o poi spalancare porte e finestre, aprirsi al tempo che passa, all'aria di fuori. "A lungo andare ogni amore ha bisogno di qualcuno che lo veda e riconosca, che lo avvalori, altrimenti rischia di essere scambiato per un malinteso". È così che la signora A., nell'attimo stesso in cui entra in casa per occuparsi delle faccende domestiche, diventa la custode della loro relazione, la bussola per orientarsi nella bonaccia e nella burrasca. Con le pantofole allineate accanto alla porta e gli scontrini esatti al centesimo, l'appropriazione indebita della cucina e i pochi tesori di una sua vita segreta, appare fin da subito solida, testarda, magica, incrollabile. "La signora A. era la sola vera testimone dell'impresa che compivamo giorno dopo giorno, la sola testimone del legame che ci univa. Senza il suo sguardo ci sentivamo in pericolo".


Capite il mio disagio vacanziero quando dico di aver preso tantissime delusioni?! Da Paolo Giordano poi di cui ho apprezzato La solitudine dei numeri primi e ancora di più Divorare il cielo (bellissimo!!!) di cui vi parlerò nel post successivo.

Ho letto bellissime recensioni su questo libro, di quanto in poche pagine ti facesse commuovere, ma io non ho porvato nulla di tutto ciò che veniva decantato. Il libro, i personaggi, la storia in sè non mi hanno trasmesso nulla, zero emozioni!

All'improvviso la cara sigora A. o Babette chiamata affettuosamente dal bimbo muore, questa tata o meglio accuditrice dell'amore e della casa di Nora e Emanuele viene a mancare dopo una terribile malattia e allora i due si chiedono che ne sarà di loro, degli stravolgimenti che necessiteranno nella loro vita ora che il loro "angelo custode" non c'è. I due rivivono grazie ai piccoli dettagli che ruotano intorno alla loro esistenza dell'amore che la signora A. metteva qui e lì, come il suo tocco, il suo passaggio infondesse beneficio, come quando Nora è rimasta per mesi allettata e lei era lì, discreta e leggera e lenire il dolore fisico e mentale della gestante e del marito spaesato in mezzo alla gestione casalinga. 

Molti ci vedono amore, io vedo due protagonisti profondamente egoisti, senza emozioni, piatti e inutili, in cui tra loro e verso il bambino non trasapare nessun gesto d'amore. Anche nei confronti della signora A. leggo quel distacco quando era in vita, mantengono sempre le dovute distanze anche formalmente nei discorsi, mai un abbraccio, un gesto damore se non quelli che fa Babette nei confronti della coppia e del loro figlio. Loro è come se la consederassero sempre la sottoposta a cui no dare confidenza, la domestica/baby sitter che deve fare il suo lavoro perchè retribuita (pure malamente), sempre un gradino in sotto, e nel loro lutto ci ho letto solo l'egoismo di doversela sbrigare da soli senza più un aiuto, come se non fossero capaci di interagire e vivere cavandosela senza la signora A. o chicchè sia, anche perchè nei loro discorsi si chiedono proprio come faranno loro adesso, non ci vedo quella mancanza che viene dall'affetto di una persona a noi cara! 

L'ho trovato veramente frigido e sterile in un certo senso di cattivo gusto e inutile come storia,  anche se forse leggendomi in giro sono l'unica a vederla così, visto la meraviglia e la delicatezza che ci leggono!



giovedì 29 agosto 2019

Recensione di letture vacanziere #2: "Nel guscio" di Ian McEwan

E via al 2 libro di 10 questa volta però vi parlo di quello che più mi ha delusa, fatta incazzare e che di cui mi sbarazzerò alla velocità della luce per quanto io non lo possa più vedere!

Nel guscio
di Ian McEwan

Editore: Einaudi
Pagine: 173
Prezzo: 12,00€

Voto: 1/5

Trama: Una donna, Trudy, suo marito John Cairncross, editore e poeta, e l'amante di lei nonché fratello di lui, Claude, agente immobiliare senza troppi scrupoli. Un triangolo destinato a concludersi nel sangue quando Trudy e Claude decidono di uccidere John, per impadronirsi della sua prestigiosa e decadente casa di famiglia. L'unico testimone del loro crimine è il narratore della storia, il bambino che Trudy sta per mettere al mondo; che non può vedere eppure è in grado di sentire ogni cosa. E attraverso le sue sensazioni, le sue ipotesi e i suoi dubbi scopriamo i dettagli del delitto e soprattutto i passi falsi dei due complici. Un romanzo sorprendente, un thriller unico nel suo genere raccontato dal novello Amleto che una madre assassina porta in grembo.



Quante aspettative infrante sin dalla prima pagina! 


Un progetto di omicidio del marito ordito dalla moglie e dal suo amante, nonchè fratello di lui, raccontato dal bambino che questa in grembo. 

Visualizzate queste due righe e ditemi se non mi si sparano nel cervello aspettative altissime. 

Ora prendete il libro e ditemi se secondo voi un bambino di 8 mesi in pancia può parlare per 173 pagine di religone, politica, economia e roba simile. Cioè non è una cosa realistica, certo direte voi perchè far raccontare quello che succede attraverso le "orecchie" del bambino in pancia lo è? 
Certo che no, ma in un qual senso potrebbe essere plausibile, visto che non sappiamo cosa realmente sentano o provino i bimbi in pancia e potrebbe pure esserci che ascoltino e quindi lui cerca di costruire quello che succeda all'esterno, di captare i sentimenti della mamma verso di lui, ma farlo parlare di cose difficilissime fra poco anche a noi essere adulti no dai è troppo!!!!! 
Che poi tolto questa grande gaff il libro mi è pure piaciuto, l'evolversi della storia, la caratterizzazione dei personaggi attraverso gli occhi del bimbo, che vuole condannare la mamma per quello che sta progettenhdo di fare per il papà, il suo desiderio di conoscerla, di non voler essere abbandonato... ma quando leggi di un bambino che vorrebbe scegliersi il vino da bere attraverso la mamma, e parlare della morale sugli omicidi mi vien voglia di bruciare il libro o di buttarlo a mare visto che ero in spiaggia! Dai è troppo, manco io infagotto le mie conversazioni e i miei pensieri con simili argomenti! Che poi nella prima pagina il bimbo dice di noi saper a cosa associare la parola verde o blu, perchè non può vedere cosa sia realmente siano quelle parole e nella parte dopo tiè parla di morale... 😶😶 mi stai prendendo per il culo McEwan??? Bocciato, bocciatissimo mamma quanto mi ha fatto incazzare questa cosa, mi ha rovinato il libro e le aspettative!!!! 

Se qualcuno di voi è interessato a uno scambio è vostro😂

mercoledì 28 agosto 2019

Recensione di letture vacanziere #1: "Petrademone. La terra del non ritorno" di Manlio Castagna

Dopo tre mesi di silenzio stampa blog torno con la prima di dieci mini recensioni in cui vi mostro e vi parlo in due parole dei 10 libri che ho letto praticamente in queste due settimane di ferie.  
Ho incontrato parecchie delusioni in questi libri, praticamente se ne salvano solo 3 dal massacro totale, forse ne avrò letti troppi tutti insieme, forse non era il loro momento, fatto sta che pure Morozzi mi è caduto di faccia sul finaleeee é_é io contavo su su di lui e invece ciao! Intanto vi parlo di uno dei tre che ho adorato!



Petrademone. La terra del non ritorno
di Manlio Castagna

Editore: Mondadori
Pagine: 521
Prezzo: 17,00€

Voto: 4/5

TramaNel viaggio dentro le perenni nebbie di Nevelhem, le strade dei ragazzi si dividono e le missioni si fanno sempre pi difficili. Dovranno affrontare nuove e inquietanti creature (animali vampiro, aquiloni ingannatori, ipnoratti e spettri affamati di paura), viaggiare su vascelli fantasma in fiumi di tenebra e scoprire citt sbalorditive. Ad aiutarli gli intrepidi border collie di Petrademone, che staranno al loro fianco nei momenti decisivi. Numerosi saranno gli enigmi a cui dovranno dare una risposta: chi domina gli adoratori di Shulu? Perché Miriam non ha voce, ma sa far comparire parole profetiche sul Libro delle Porte? Perché il Signore degli Incubi imprigiona le anime dei bambini dietro gli specchi? I ragazzi dovranno puntare al cuore stesso del Male e disinnescarlo. Sapranno farlo senza perdersi?



Per fortuna Manlio Castagna, su cui contavo una bella lettura, non mi ha delusa con Petrademone.
La terra del non ritorno, secondo libro della trilogia di Petrademone. In questo secondo libro ho rotrovato tutti gli elementi del primo, avventura, mistero, zero momenti di noia, lealtà e sentimenti veri e profondi come solo a quell'età si riesce ancora a provare prima che la vita ti batosti di tanto in tanto.

Avevamo lasciato i nostri amici ad Amalantrah in cerca di una cura per Gerico e alla ricerca dei nostri amati e super border collie di Petrademone. Purtroppo non posso dirvi molto della trama perchè chi non ha letto il primo cadrebbe in inevitabili spoiler, ma il libro mi ha tenuta letteralmente incollata alle pagine dall'inizio alla fine. È vero è un libro per ragazzi e molti già solo per quello partono prevenuti o lo ignorano, ma è una lettura talmente leggera e che merita una lettura per tutte le età, anche solo per tornare ragazzi e sognare tutte quelle avventure che ognuno di noi avrebbe voluto vivere! Non vedo l'ora che sia ottobre per il terzo, la parte cruciale è arrivata!!!!! 

giovedì 15 novembre 2018

Book Haul luglio/settembre/ottobre

Ormai i mesi passano così senza che me ne renda conto e i libri si accumulano anche se sono stata molto brava visto che ne sono pochi rispetto a quello che compravo prima.

Partiamo con gli acquisti di luglio fatti su Amazon, Meridiano di sangue e La città dei ladri.. entrambi ancora non li leggo, ma di La città dei ladri Silvia inunclick del blog Il piacere della lettura ne ha parlato talmente bene che non prenderlo dalla curiosità!

Saltiamo agosto dove invece non c'è stato
nessun acquisto!!!!!! Poi non dite che non sono brava e andiamo a settembre dove La figlia della fortuna e Il libro dei ricordi perduti sono stati due recuperi fatti da Acciobooks..
Mentre Il sognatore l'ho preso su Amazon e gli altri due invece in edicola ;)
Inutile dirvi che di questo ancora non ne ho letti nessuno, ma E l'eco rispose penso sarà tra i prossimi perchè lo iniziai per vedere com'era e mi stata piacendo molto.

Ottobre, è stato il mese della "rinascita" degli acquisti dove il mercatino dell'usato è stato il mio grande alleato per la maggior parte con ben 17 volumi.. uno scambio con la carissima Selvaggia con I fiumi di Londra, un libro vinto a un giveaway China Town e infine un libro in super super sconto dietro consiglio sempre di Silvia che è Le siamesi..

Al mercatino ho trovato Central Park di Guillame Musso di cui ho sentito parlar molto bene, La testimone del fuoco di Kepler 4 volume della serie di cui mi manca il secondo e il terzo 😕 La lettera d'amore della magnifica Lucinda Riley di cui devo recuperare ancora un paio di libri per averli tutti.. 
Dell'amore e del dolore delle donne di Veronesi non ne so proprio nulla, da come ho capito sono dei racconti sulle donne ed è edito Einaudi ahahahahha Gli Einaudi sono come i Neri Pozza una grande tentazione. Loney di Andrew Michael Hurley anche mai sentito però mi ha ispirato la copertina 😏 Cose che avrei preferito non dire di Cecelia Ahern non vedo l'ora di leggerlo adoro questa scrittrice!
L'incredibile viaggio di Norah Wells è in wish da un po' di tempo che anche se non ricordo la trama l'ho preso subito senza pensarci due volte. Phobia di Wulf Dorn è uno dei libri che mia sorella ha adorato ed era d tempo che mi diceva che dovevo leggerlo che ora dovrò farlo al più presto.
La grande storia dei papi è un saggio sui vari papi della storia, una lettura non proprio leggera che richiederà secondo me parecchia concentrazione. Così come è un saggio I grandi miti greci che mi ispira un sacco. Poi alcuni thriller di cui non avevo mai sentito parlare in giro in cui ripongo alte aspettative: Cypress grove blues, Quota 1222 e Il sigillo del sultano. 
Anche se pure Legami, Spettri e La regina scalza e Storia d'amore e di eresia non li conosco... ahhahha è stato un mega bottino al buio per la maggior parte!

Invece voi ne conoscete qualcuno tra questi, li avete letti?




domenica 2 settembre 2018

Un agosto pieno di letture... Wrap up

Sono sparita lo so... ormai ci siete abituati, ma agosto è senza ombra di dubbio il mese per eccelenza delle letture grazie a 3 mitiche settimane di ferie anche se due su tre le ho passate a fare il trasloco che èil secondo motivo di assenza... ma anche quello è stato divertente *_* sopratutto sistemare la libreria per l'esattezza una delle due 😏 ma ho letto tanto come mi mancava da tempo fare... perciò ci vuole proprio un bel wrap up prima di tartassarvi con una valanga di recensioni!

Il primo è un fantastico thriller medievale che mi ha proprio risanato l'umore perchè l'ho praticamente divorato come non mi succedeva da tempo. La rosa del farmacista è si un thriller ma dalle tinte particolarmente soft, un mistero per cui non ci vuole un gran genio per risolverlo, però nonostante tutto mi è piaciuto un sacco.

Il libro dei Baltimore che o lo si odia o lo si ama... io come per il primo libro, ho amato questa storia, anche se non è nulla a paragone al suo predecessore che ha un ritmo più incalzante e una trama più articolata, questo è un tantino lento e c'è ben poco da scoprire, è piuttosto una mertivcolosa ricostruzione dei fatti dal principio, però non mi sento di strincarlo di netto come ho letto in parecchi blog.

Pomodori verdi fritti della mitica Fannie Flagg.... Ah che gioia per i miei occhi anche se questo libro è molto molto diverso, anche per la struttura della storia, dagli altri che ho letto, ma come tutti i suoi libri merita di cuore, probabilmente questo libro ha i personaggi più bizzarri tra tutti quelli che ho conosciuto dalla sua penna!

Passiamo all'altra mia autrice preferita che sarebbe capace di rendere bellissima anche la sua lista della spesa... Lisa Kleypas!!! Lo so che molti non la amano perchè non amano il genere romance, ma lei dal nulla sa creare personaggi memoribili tipo Derek Craven che signore mie questo è un personaggio bello e dannato non quei due sfigatelli della After e compagna varia!!!!!!! Ma Debora non farti prendere dagli ormoni e torniamo sulla terra... 
Della Kleypas mi sono sciroppata Infine tu dove Lily la ribelle si scontra con il bello e ricco Alex Radford (che diciamocelo anche lui merita senza essere dannato!!!!) e Sognando Te con il siddetto Derek che viene salvato da una Sara Fielding, che si trovava nei bassifondi di Londra perchè cercava dettagli per l'ambientazione del suo libro. Non serve dire che ve dovete leggerli vero!?

Una presenza in quella casa di Paige Mckenzie, che mi è piaciuto anch'esso anche se aimè ha fatto uno scivolone immenso sul finale che sinceramente non ho capito. Bah è assurdo, banale e frettoloso.

E infine L'Arminuta invece è stata una lettura che sinceramente mi è piaciuta molto, oltre che a essere molto scorrevole, ma non c'è stata empatia con le protagoniste pur apprenzandole... Però capisco perchè è il vincitore del Premio Campiello, merita di essere letto è ben fatto sotto tutti gli asoetti di vista oltre che ci h trovato la mia terra come paesaggio della storia!

giovedì 14 giugno 2018

Recensione: "Le otto montagne" di Paolo Cognetti

Speravo non mi deludesse, ne ho letto in lungo e in largo con commenti super positivi, che praticamente lo amavo ancor prima di aprire la prima pagina... e avevano ragione, Cognetti ha scritto una storia bellissima, e lo dice una che la montagna le piace vederla dal balcone di casa e andare al mare!

Le otto montagne
di Paolo Cognetti

Editore: Einaudi
Pagine: 208
Prezzo: 18.50€

Voto: 4/5

TramaPietro è un ragazzino di città, solitario e un po’ scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, che ha dato loro la vita: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l’orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo “chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l’accesso” ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E lì,  ad aspettarlo, c’è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, “la cosa più simile a un’educazione che abbia ricevuto da lui”. Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito piú vero: “Eccola lì, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino”. Un’eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.


Vincitore del Premio Strega 2017, Cognetti praticamente è finito su ogni blog, su ogni profilo Instagram di chiunque legga anche solo un libro al mese, acclamato come il libro dell'anno e a ragione!


"La montagna non è solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio, tempo e misura. "

E' un libro che racchiude l'amicizia, quella pura e vera vista dal punto di vista maschile dove non ci sono le confessioni del cuore a tarda notte sotto al lenzuolo, ma quella fatta di sguardi d'intesa e silenzio. 
L'amore verso la propria montagna, così imponente e maestosa e così accogliente, piena di mille meraviglie da scoprire, mille sentieri da esplorare, mille avventure da vivere.
La montagna è uno stile di vita, di pensare, il silenzio, il ritmo della vita dettato dalla natura e dalle stagioni. 
Dietro di me si vede il Gran Sasso  ;)

Esprime un po' quello che tutti noi attraversiamo nella nostra vita. Cresciamo in un luogo e possiamo andarcene, possiamo odiarlo nella nostra giovinezza, possiamo non capire come si fa a rimanere lì, possiamo rifiutarci e star lontani per anni e cancellare dalla nostra memoria tante immagini.. ma prima o poi torneremo e allora capiremo, ricorderemo e vedremo tutto sotto una nuova luce. Apprezzeremo il nostro luogo natio con occhi consapevoli, diversi anche se tutto è cambiato, ma ci sarà sempre la nostra impronta nascosta, lì vicino a un masso, a una pietra dove giocavamo a una strada ormai abbandonata ma che noi frequentavamo spesso e lì ci sembrerà di tornare indietro, come se fosse passato solo un giorno e non anni.


"Siete voi di città che la chiamate natura. È così astratta nella vostra testa che è astratto pure il nome. Noi qui diciamo bosco, pascolo, torrente, roccia, cose che uno può indicare con il dito. Cose che si possono usare. Se non si possono usare, un nome non glielo diamo perché non serve a niente."


I genitori di Pietro amano da sempre la montagna, la madre ama passeggiare e guardare il paesaggio, il padre è un abile ed esperto scalatore, che ambisce a visitare tutte le vette e appena possono tornano a rifugiarsi in essa e così che inizia l'avventura per questo ragazzino, quando arriva al paesino di Grana e lì affittano ogni estate una baita dove incontrerà Bruno un ragazzino come lui che però a Grana ci abita tutto l'anno. 
Trascorreranno tante estate insieme, fino a quando non si perderanno per poi ritrovarsi alla morte del padre di Pietro grazie al suo testamento.


"Se il punto in cui ti immergi in un fiume è il presente, pensai, allora il passato è l’acqua che ti ha superato, quella che va verso il basso e dove non c’è più niente per te, mentre il futuro è l’acqua che scende dall’alto, portando pericoli e sorprese. Il passato è a valle, il futuro è a monte."

Parla di amicizia si, ma anche del difficile rapporto padre-figlio. Un padre silenzioso, che dimostra affetto a modo suo, un po' burbero e chiuso, che vuole trasmettere il suo amore al figlio tramite la montagna e purtroppo solo da adulto lo capirà. 

Un libro che vi consiglio assolutamente di leggere è un piccolo capolavoro!


sabato 17 febbraio 2018

Book Haul gennaio 2018

Fra poco finisce febbraio e io mi presento con il book Haul di gennaio... ovvio no!? Ahahahahahahahah vado a cercare quel poco di serietà che mi rimane e vi mostro i nuovi entrati in casa con somma "felicità" del mio fidanzato che fra poco gli accoglierà a casa nuova e sarà sommerso ;p e voi cosa avete acquistato? 



Primo recupero del mese, Amazon con furore dopo aver visto il film Wonder mi è venuta voglia di leggere anche il libro che rimandavo da troppo tempo e visto l'affare che mi è passato sotto mano non potevo lasciarlo li ecco! E gli altri due naturalmente erano in wish da prima ancora che uscisse il primo; e ora attendo l'ultimo volume -_-"

Giunti libreria grazie al buono della mia friend Ilaria con cui mi sono cencessa Le otto montagne di cui ne ho sentito parlar super super bene e La mia famiglia e altri animali che mi è stato consigliato caldamente da una ragazza del gruppo di lettura di cui faccio parte e le prime pagine mi hanno folgorata, non vedo l'ora di leggerlo devo solo trovare il momento giusto dopo che ho " smaltito" alcune letture.

Vuoi non prendere il paid di Feltrinelli con l'acquisto di due volumi nella collana economica??? Poi che i libri sono 4... dettagli suvvia!

Josè Saramago mi viene consigliato da tempi immemori, mentre Giorgio Bassani e Concita Di Gregoria sono andata a ispirazione di trama visto che non ne ho mai sentito parlare. Sono tutti libri piccoli speriamo che il contenuto non deluda, incrocio le dita!

Signori e signore questo è stato uno dei colpacci della vita perchè mi sono stati tutti regalati da un assidua lettrice che però non ha nessuna intenzione di tenere i libri a casa ed è molto felice di regalarli!!!! E io potevo dire di no? Ma assoltamente e anzi ha detto che presto ne avrà altri, che meraviglia!

Mille splendidi soli e Il cacciatore di aquiloni è una vita che li voglio prendere anche perchè il primo l'ho letto ed è stupendo.
Se tu fossi neve di Eleonora Sottili, Persecuzione di Alessandro Piperino, Vita migliore di Nikola P. Savic, Una vita meno ordinaria di Baby Halder e Le parole per dirlo di Marie Cardinal sono una novità per me.
Splendido visto da qui di Walter Fontana letto e recensito se siete curiosi.
Quello della Moyes nascosto li in cima Luna di miele a Parigi l'ho letto e mah nulla di che un raccontino ino ino che introduce poi quel che sarà in La ragazza che hai lasciato.
A Ragazze di campagna di Edna O'Brien gli facevo il filo in quanto introvabile e molto apprezzato in giro e L'eleganza del riccio di Muriel Barbery anche lo volevo ma non è una lettura che intendo fare a breve, non sono pronta a lui e poi i miei occhi si sono illuminato su L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello che ero indecisa proprio la settimana prima a prenderlo con gli sconti Adelphi e per fortuna che ho desistito dal mio intento!!! Grazie Valentina!


martedì 23 gennaio 2018

Recensione: "Exit West" di Mohsin Hamid

Buon pomeriggio lettori, recensione dell'ultimo libro letto che mi è capitato fra le mani casualmente e non ho potuto fare a meno di comprare subito e leggere, mi ricorda tanto un film che ho visto ma che non ho idea di come si chiami... mmmmh ma che a differenza di questo libro ricordo mi sia piaciuto.

Exit West 
di Mohsin Hamid

Editore: Einaudi
Pagine: 152
Prezzo: 17.50€

Voto: 2.5/5

Trama: «In una città traboccante di rifugiati ma ancora perlopiú in pace, o almeno non del tutto in guerra, un giovane uomo incontrò una giovane donna in un'aula scolastica e non le parlò». Saeed è timido e un po' goffo con le ragazze: così, per quanto sia attratto dalla sensuale e indipendente Nadia, ci metterà qualche giorno per trovare il coraggio di rivolgerle la parola. Ma la guerra che sta distruggendo la loro città, strada dopo strada, vita dopo vita, accelera il loro cauto avvicinarsi e, all'infiammarsi degli scontri, Nadia e Saeed si scopriranno innamorati. Quando tra posti di blocco, rastrellamenti, lanci di mortai, sparatorie, la morte appare l'unico orizzonte possibile, inizia a girare una strana voce: esistono delle porte misteriose che se attraversate, pagando e a rischio della vita, trasportano istantaneamente da un'altra parte. Inizia così il viaggio di Nadia e Saeed, il loro tentativo di sopravvivere in un mondo che li vuole morti, di restare umani in un tempo che li vuole ridurre a problema da risolvere, di restare uniti quando ogni cosa viene strappata via. Con la stessa naturalezza dello zoom di una mappa computerizzata, Mohsin Hamid sa farci vedere il quadro globale dei cambiamenti planetari che stiamo vivendo e allo stesso tempo stringere sul dettaglio sfuggente e delicato delle vite degli uomini per raccontare la fragile tenerezza di un amore giovane. In un certo senso Hamid ha ripetuto per l'oggi quello che i classici dell'Ottocento, ad esempio Guerra e pace, hanno sempre fatto: raccontare l'universale della Storia attraverso il particolare dei destini individuali, riportare ciò che è frammentario, l'esperienza del singolo, alla compiuta totalità dell'umano.


Quando ho preso questo libro, l'ho fatto con alte aspettative e un ricordo vago di un bel film di cui la mia mente si rifiuta di cacciare il titolo e l'inizio era anche molto promettente... se solo non si fosse perso per strada come i due protagonisti insieme al finale!!!
Se mi seguite da un po' sapete che io odio i libri autoconclusivi con i finali che possono dire niente e tutto, li odio immensamente perchè io voglio sapere cosa succede, non supporlo a mio piacere!
 Ma andiamo per gradi...
Saeed e Nadia si conoscono in una città dove la guerra è solo una voce, dove la gente va a passeggio, ha luce, acqua, gas, dove le bombe non possono cadere da un momento all'altro sulla tua testa, dove i giovani vanno nei bar, all'università, escono, si amano. Sono felici e pieni di mille progetti futuri da fare insieme, di cose da vedere, da fare. Entrambi studenti dell'università e che lavorano, fino al giorno in cui la guerra diventa reale. La gente muore sotto proiettili vaganti, sotto le bombe, i palazzi vengono sdradicati dalla forza dei combattmenti, c'è il coprifuoco e la vita che conoscevano si distrugge sotto i loro occhi e devono dire addio a quello che è stato.
Riescono a scappare insieme a tanti altri, diventando due di migliaia di immigrati che scappano dalle varie "porte" che li porteranno in paesi che fin'ora potevano solo immaginare di vedere. E così tra un paese e un altro la loro vita li metterà a dura prova.

Ho apprezzato questo libro a pezzi; ho apprezzato l'inizio, dal loro incontro alla conoscenza della guerra. Ho apprezzato che l'autore rappresenti le varie opportunità, le varie strade che la gente, o nel caso specifico i due protagonisti, scelgono di percorrere nella vita attraverso la simbologia delle porte. Le porte come passaggio da un paese a un altro, in cerca di una nuova casa, di una nuova vita per loro due, le porte come rappresenzatzione delle nostre scelte.

Non ho apprezzato il fatto che in mezzo alla narrazione lo scrittore infili sprazzi di altre persone, di situazioni dall'altra parte del mondo, così senza capo ne coda, senza che ci sia alla fine un incrocio, uno scopo. Messi lì solo ad allungare un brodo, con parti totalmente inutili e superflue, non inerenti alla storia di Saeed e Nadia. 
Non ho apprezzato il fatto che i due protagonisti arrivano a un certo punto della loro storia e... giri la pagina il libro è finito! Così da un momento all'altro! E li in mezzo, dopo tutta sta manfrina, che succede?????????
Rabbia, rabbia immensa per questo, che ha determinato la bocciatura a questo libro. 
Capisco che l'intento dell'autore è far capire che nella vita, le avversità sono tante, ma che ci sono centinaia di porte/possibilità per affrontare le situazioni, ma cavolo almeno portaci a conoscenza di quello che fanno sti due a differenza di anni e anni e non un semplice ciao.
Ho apprezzato solo per metà la figura di Nadia, che oscilla tra la stronza e l'incompresa, al contrario di Saeed che è l'unica cosa che si salva li in mezzo.
Trovo ragionevole il fatto che la vita e ciò che ci succede in essa ci porta a cambiare, ma non ho apprezzato per niente il cambiamento tra i due, mi è sembrato sbagliato e ingiusto dalla parte del lettore che vorrebbe l'happy ending e giusto da quello dell'autore che fa evolvere i personaggi e i loro sentimenti con loro, però bu mi ha lasciata molto, molto non contenta di ciò, il che ha rafforzato la mia antipatia nei confronti della stronza Nadia.

Scorre il libro?? A tratti si a tratti no, sopratutto verso la fine, in cui diventa tutto uno spezzone, fa quello, fa quell'altro, pensano questo, pensa quest'altro, tutto molto arido, manca di quel sentimento che invece si percepisce nella prima parte, di profondità ecco.

Ve lo consiglio?? Sinceramente no, però ecco è giusto farsi sempre un'opione propria, ma nel caso non lo leggiate, non vi siete persi nulla, e ora torno al mio amato The fate of the tearling di Erika Johansen! *_*

giovedì 1 dicembre 2016

Recensione: "Se questo è un uomo" di Primo Levi

Altro libro letto ad ottobre e che desideravo affronatre da tempo! Consigliato? Si, anche se non è stato facile..


Se questo è un uomo
di Primo Levi

Editore: Einaudi
Pagine: 214
Prezzo: 12.00€

Voto: 4/5

Trama: «Un magnifico libro che non è solo una testimonianza efficacissima, ma ha delle pagine di autentica potenza narrativa.»Italo Calvino

Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò "Se questo è un uomo" nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei "Saggi" e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull'inferno dei Lager, libro della dignità e dell'abiezione dell'uomo di fronte allo sterminio di massa, "Se questo è un uomo" è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. È un'analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell'umiliazione, dell'offesa, della degradazione dell'uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.



Se questo è un uomo è quel classico libro che vi viene in mente se si parla di classici che raccontano dei campi di concentramento insieme al diario di Anna Frank... un libro dove non vengono risparmiate le cattiverie gratuite, i pasti che tali non possono essere chiamati, la totale noncuranza da parte dei tedeschi verso questa povera gente che sta soffrendo anzi ne provano quasi soddisfazione.

Scarsa considerazione verso la vita umana, condizioni indecenti, vestiario inesistente quando fuori nevica e gela, lavori pesanti oltre ogni limite per questi poverini: denutriti, doloranti, stanchi, con scarpe che sono pezzi di legno... più leggo questi libri di testimonianze vere e più mi chiedo come si faccia... come si faccia a usare le persone per i propri scopi, come si faccia a mettersi al di sopra di tutti e quindi avere, secondo loro, il diritto di prelevarli dalle loro case e renderli schiavi, perchè tali erano, con quale diritto si sentivano padroni nei loro confronti.
Un libro che sicuramente non si legge in un batter baleno, che scorre via come l'olio, perchè è duro da "digerire" da leggere tutto insieme io personalmente 184 pagine o giù di li, le ho lette in 2 settimane e più intervallandolo ad altri libri più soft, è lento e pesante a tratti devo essere sincera, però ci sono tutti i "retroscena" su come sopravvivere, sulllo scambio dei pochi averi da barattare con qualcosa che in quel momento è più importante o che ti permetterà di scambiarlo con quello che stai cercando di più, una pezza per mettere sotto alla camicia, un pezzetto di pane in più, un cucchiaio.
Sicuramente è da leggere per renderci conto che basta poco per far accadere determinate cose e che sono veramente tragedie quando succedono, perchè nessuno si deve mettere al di sopra di nessuno!!!!!!