mercoledì 31 gennaio 2024

Recensione: "I chiostri di New York" di Katy Hays

I chiostri di New York
di Katy Hays

Editore: Rizzoli
Pagine: 360
Prezzo: 18,00

TramaPer Ann Stilwell passare l’estate a lavorare per il Metropolitan Museum of Art di New York è un sogno che si avvera. Ma il destino scompagina i suoi piani quando per un disguido si vede assegnata a una sede distaccata del Met: il Cloisters, una serie labirintica di chiostri spagnoli ricostruiti lungo le rive dell’Hudson, rinomato per la sua collezione di arte medievale e per un giardino ricco di piante medicinali. La giovane studentessa trova ad accoglierla Patrick Roland, l’eccentrico direttore del museo, e Rachel Mondray, la sua magnetica e ricchissima assistente. Da subito i due la coinvolgono nelle loro ricerche sulla storia della divinazione, e Ann sembra disposta a tutto pur di entrare nelle loro grazie. Ma tra gli incunaboli della biblioteca, mentre la curiosità accademica muta pian piano in ossessione, Ann scoprirà qualcosa capace di incrinare gli equilibri: un mazzo di tarocchi italiani risalente al Quattrocento, da secoli ritenuto perduto, in grado, secondo Patrick, di aprire una visione sul futuro a chi sa leggerlo. Mentre segreti e mire personali trascinano i tre studiosi in un gioco mortale di seduzioni e prevaricazione, Ann dovrà fare una scelta: credere in un destino già scritto o diventarne l’unica artefice.

Voto: 2/5




Anno nuovo recensione nuova, devo dire che in base ai miei soliti standard sono passati solo due mesi dal mio ultimo post e non mesi e mesi...
Comunque voglio riaugurare questo nuovo anno del blog con una recensione di un libro appena concluso con la copertina tanto bella (che mi ha fregata nell'acquisto) quanto noioso, banale con una storia di cui potevamo fare a meno o per lo meno strutturarla diversamente!

The Cloisters, New York
I chiostri di New York vuole essere un libro che parla di un misterioso mazzo di tarocchi di cui ne si cerca l'esistenza ma di fatto se ne è a conoscenza, ma lo si vuole nascondere, chissà perché.

Il problema sostanziale di questo libro è che questo elemento misterioso si intravede, ma praticamente è nascosto pure a noi lettori per quanto è confuso e soprattutto poco sviluppato e quel poco che c'è è pure inserito male e messo in punti a casaccio senza farci capire nulla!
 

La storia vede protagonista Ann Stilwell che dopo la morte del padre, che la segna profondamente, riesce a vincere un posto al Metropolitan Museum of Art di New York abbandonando casa e madre depressa per la morte del marito, senza guardarsi indietro per tutto il libro (cioè la madre la chiamerà per tutto il libro e lei manco un messaggio per dire 'Oh sono viva ciao' bah pare normale alla scrittrice?) solo che quando arriva lì scopre che di lei non se ne possono far nulla perché il suo curatore è partito. Come manna dal cielo arriva, quando si presenta Patrick del museo Cloisters che se la porta con sé perché gli serve una persona in più per fare ricerche per allestire una mostra incentrata sui tarocchi di cui lei, anche se non ne sa nulla si butta a capofitto, anche perché l'alternativa è tornare a casa dalla madre e, Dio non voglia doverla rivedere.
Qui conosce la sua collega Rachel con cui fa subito amicizia nonostante siano diverse come il giorno e la notte e già qui nota qualcosa tra lei e Patrick, e Leo il giardiniere del museo esperto di piante antiche che coltiva con cui c'è particolarmente attrazione, e anche tra lui e Rachel c'è uno strano scambio di occhiate. 

Fin qui ci siamo iniziano a cercare qualunque testo dove si parli di tarocchi, ma soprattutto cercano un mazzo appartenuto alla casata dei D'Este che praticavano l'arte dei tarocchi con questo misterioso mazzo. 
Da qui inizia il guazzabuglio delle relazioni tra questi vari personaggi, senza mai che siano inquadrati questi famosi misteri e segreti che ci sono tra Patrick, Leo e
Rachel, se non qualcosa di veloce verso le ultime pagine giusto come contentino.
La protagonista sarà la bambola che va a destra e sinistra senza che ne lei ne noi capissimo qualcosa se non che c'è un mazzo e delle sedute di lettura notturne di cui però non se ne preoccupa se non nell'ultima di cui farà parte. 

Un libro in cui non c'è un punto focale, sembra di leggere un resoconto delle giornate della protagonista che si destreggia tra i vari personaggi che paiono far cose interessanti senza preoccuparsene di saperne di più, se non verso la fine in cui si veglia così all'improvviso pensando che forse stanno facendo qualcosa alle sue spalle. 

La scrittrice a mio parere ha sprecato le potenzialità dell'argomento tarocchi, peccato!




Voi lo avete letto?