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domenica 2 febbraio 2014

Intervista con... Rebecca e Sofia Domino e i loro libri: "La mia amica ebrea" & "Quando dal cielo cadevano le stelle"

Buona domenica amici ^_^ mentre io mi deprimo per tutta questa pioggia che non sa più come cadere vi lascio la bellissima intervista fatta alle gentilissime Rebecca e Sofia Domino, due sorelle che hanno pubblicato due libri con un tema molto sentito e doloroso e che sono stati i protagonisti del post dedicato alla Giornata della memoria (QUI se volete leggere le trame) detto questo vi auguro buona lettura e vado a estrarre un regalino per voi ;p

*** *** *** 

Benvenute nel salottino di Happy red book, mettetevi comode e fate come a casa vostra :)

Rebecca: Grazie! E grazie anche per avermi ospitata!

Sofia: Grazie!

1) Partiamo con quella che credo sia la domanda di rito a ogni intervista: chi sono Rebecca e Sofia Domino?

Rebecca e Sofia: siamo due sorelle toscane di 26 (Sofia) e 29 anni (Rebecca), siamo molto unite fra noi. Oltre a condividere la passione per la scrittura, condividiamo quella per la lettura e per i viaggi. Ci piace passare il tempo in maniera semplice, passeggiando, andando al mare…

2) Come è nata l'idea di scrivere su questo tema? Vi siete ispirate a qualche oggetto, a qualcuno, a qualche storia??

Sofia: La persecuzione degli ebrei, il nazismo e il tema dell’Olocausto mi hanno sempre toccata. Sapevo che, prima o poi, avrei voluto raccontarli. L’occasione è arrivata con “Quando dal cielo cadevano le stelle”. Dopo aver raccolto numerose testimonianze, dopo aver letto le poesie di bambini internati nei campi di concentramento, dopo aver letto della paura che si respirava durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo aver visitato il Museo Imperiale della Guerra, a Londra, che mostra un’ala completamente dedicata alle vittime del nazismo, dove ho visto numerose fotografie, ricostruzioni, mucchi di scarpe e le casacche a righe… ho capito che era arrivato il mio momento di dar voce a chi, durante il nazismo, non ne ha avuta una. Ho scritto “Quando dal cielo cadevano le stelle” con il cuore, cercando però di non fare alcun errore storico-politico. La trama del romanzo è frutto della mia fantasia, così come Lia – la protagonista – e tutti gli altri personaggi, ma sono state le persone che nel corso degli anni sono riuscite a testimoniare che hanno dato un arricchimento al mio romanzo. Questa storia è ispirata a nessuno e a tutti al tempo stesso, e spero che Lia possa diventare la voce di tutte quelle persone che hanno visto in faccia la morte dietro il filo spinato dei lager nazisti, che sono state vittime del nazismo, della guerra, ma anche di coloro che, nonostante tutto, ce l’hanno fatta.

Rebecca: No, non mi sono ispirata a un oggetto o a una storia in particolare per scrivere “La mia amica ebrea”. Ho sempre saputo che, prima o poi, avrei scritto qualcosa sull’Olocausto, anche se nel mio romanzo lo viviamo e lo vediamo “dall’altro lato”. La mia protagonista è una quindicenne tedesca, un’ariana, la cui vita viene sconvolta quando il padre decide di ospitare nella soffitta di casa loro una famiglia di ebrei che si sta nascondendo dai nazisti. Fra loro c’è Rina, una ragazza della stessa età di Josepha, la protagonista. Fra le due ragazze nascerà un’intensa e delicata amicizia. Ho voluto scrivere “La mia amica ebrea” per raccontare un lato meno conosciuto dell’Olocausto: se è importante ricordare gli ebrei e tutte le altre persone che sono morte nei campi di concentramento, penso che sia ugualmente importante ricordare coloro che, con sacrificio e coraggio, hanno rischiato tutto, e spesso hanno perso la vita, per aiutare gli ebrei durante il nazismo. Li chiamano “eroi silenziosi”, due parole che secondo me li rappresentano bene e spero che il mio romanzo riesca a riportare alla memoria anche i sacrifici di donne, uomini e giovani comuni che, in un periodo storico tanto complesso, hanno scelto di seguire la strada del cuore, di aiutare l’altro a costo di rimetterci personalmente, dando un esempio di bontà e di altruismo e ricordandoci che nelle tragedie c’è sempre almeno un fiore che sboccia fra le macerie.

3) Come mai due libri differenti e sullo stesso tema? Mi spiego... Essendo sorelle avreste potuto scrivere un unico libro insieme, invece ne avete scritto uno per ciascuno e addirittura con lo stesso tema, l'olocausto... ecco mi sono chiesta quale fosse il motivo..

Rebecca e Sofia: Questi non sono i primi romanzi che abbiamo scritto e non li abbiamo scritti contemporaneamente. Diciamo quindi che non ci siamo messe a tavolino e abbiamo detto “scriviamo qualcosa sull’Olocausto”. No, è semplicemente successo. Pensiamo che scrivere a quattro mani sia molto più freddo e impersonale che sedersi da sole davanti al computer e buttare fuori la storia, di getto, dall’anima e dal cuore. Per questo ognuna ha scritto il proprio romanzo, e anche perché, come hai detto tu, i romanzi sono molto diversi fra loro. In “Quando dal cielo cadevano le stelle” la protagonista è Lia, una tredicenne ebrea, e quindi viviamo con lei la vita nei vari nascondigli, la sua voglia di libertà, di crescere, il suo amore per la vita, bloccato dietro il filo spinato dei campi di concentramento. Josepha, invece, protagonista di “La mia amica ebrea”, ci mostra com’era vivere da tedesca nell’Amburgo del 1943: lei è una ragazza qualunque, che cerca di vivere e non limitarsi a sopravvivere nonostante la guerra. E che, come la maggior parte dei tedeschi, pensa che gli ebrei rappresentino il male. Tutto questo fino a quando non diventa amica di una di loro. Il motivo principale è che sia Lia sia Josepha volevano raccontare la propria storia, Lia è nata dentro Sofia e Josepha dentro Rebecca, noi le abbiamo ascoltate e abbiamo dato loro la voce che meritano.

4) Quanto c'è di vostro nei personaggi delle vostre storie?

Rebecca: Sicuramente c’è qualcosa di me in Josepha, la protagonista del mio romanzo. Come me, lei ama la vita, è sicura di sé e lotta per quello in cui crede. Naturalmente, la realtà in cui si muove Josepha è molto diversa dalla mia ma penso che sia impossibile scrivere un personaggio con cui non ho assolutamente niente in comune. Allo stesso modo ci sono anche delle differenze fra me e Josepha, dettate anche dalla differenza d’età.

Sofia: In Lia c’è moltissimo di me. Lia ama la vita, ama sognare, ama viaggiare e adora la sua famiglia, come me, inoltre, siamo entrambe molto determinate. Nonostante le nostre età differenti, è un personaggio cui mi sento vicinissima, come se facesse parte della mia famiglia.

5) Quanto tempo avete impiegato a scriverli? Avevate un'ora della giornata particolare oppure vi ci siete buttate a capofitto no-stop?

Sofia: Dopo aver svolto numerose ricerche, aver raccolto altrettante testimonianze e aver deciso la trama, solitamente scrivevo “Quando dal cielo cadevano le stelle” sia di mattina sia di sera tardi. Poi decisi di scriverlo soltanto durante la mattina, poiché la sera alcune volte ero troppo stanca e non potevo permettermelo. Ogni volta che mi sedevo davanti al computer, ricordo ancora l’impazienza che provavo nel voler andare avanti, nel voler continuare a dare una voce a Lia, a tutti quegli ebrei innocenti che, durante la Seconda Guerra Mondiale, a causa dei nazisti hanno visto le loro vite cambiare, che sono stati costretti a nascondersi, a sperare tagliati fuori dal mondo, fino a quando non sono stati deportati in dei campi di concentramento come Auschwitz…

Rebecca: Ho svolto numerose ricerche prima di scrivere il romanzo e poi di solito scrivo al mattino. Per le dieci sono al tavolo del salotto, mi metto lì e scrivo sino a mezzogiorno circa. Dopo, faccio le prime correzioni. Butto giù tutto il romanzo di cuore, correggendo appunto solo le prime piccolezze, quelle più evidenti, e poi non lo apro più sino alla fase dell’editing. A volte, quando la mattina sono impegnata, mi capita di scrivere nel pomeriggio ma comunque cerco di scrivere sempre almeno un’ora il giorno e quando non posso perché, ad esempio, sono fuori casa, mi sembra che mi manchi qualcosa di vitale. Un tempo, scrivevo anche la sera dopo cena e leggo di molti scrittori che si mettono al lavoro la notte, quando il resto della famiglia dorme, ma dopo un po’ ho dovuto smettere perché, dopo tutta una giornata, era troppo stanca per mettermi anima e cuore nella scrittura del romanzo, allora meglio scrivere solo al mattino.

6) Qual è la parte che più vi piace dei vostri libri, di cui andate orgogliose, che non cambiereste neanche una virgola?

Rebecca: Non c’è una parte precisa che preferisco rispetto alle altre. Ci sono sicuramente dei momenti che mi hanno toccata di più, come quando Josepha fa scendere Rina dalla soffitta per farle vedere un po’ di mondo. Sono anni che Rina si nasconde nelle soffitte e si ritrova sull’uscio della porta che da’ sul retro del giardino della famiglia di Josepha. Accanto a lei c’è la sua migliore amica, una ragazzina ariana. Come ho detto, è uno dei momenti che trovo più toccanti, ma ce ne sono molti altri, a volte si tratta semplicemente di frasi.

Sofia: È una bella domanda, ma non ho una risposta pronta, perché tanto dipende anche dallo stato d’animo in cui mi sento. Adoravo scrivere scene in cui Lia parlava dei suoi sogni e anche quando potevo mostrare com’era la vita per una famiglia di ebrei durante il nazismo. Ho scritto tutto il romanzo con impegno, senza tralasciare neanche una parte, dalla vita di Lia e la sua famiglia nei vari nascondigli, al primo amore, alla deportazione ad Auschwitz… è stato toccante, come scrittrice, ritrovarmi dietro il filo spinato con Lia, e sicuramente non cambierei niente di quelle parti.

7) Come ultima domanda volevo chiedervi se c'era una playlist o un brano che vi abbia ispirato nella scrittura. Vi domando questo perchè parecchi lettori tendono a creare per ogni libro una loro scaletta di musiche da ascoltare insieme e magari potete dirci qualche brano così che possano ascoltarli con la lettura di "La mia amica ebrea" e "Quando dal cielo cadevano le stelle"..

Sofia: Sì! Ci sono varie canzoni che ascoltavo durante la stesura di “Quando dal cielo cadevano le stelle” e la principale è “A new day has come” di Celine Dion. Credo che la melodia di quella canzone sia perfetta per il mio romanzo, dolce, speranzosa e malinconica al tempo stesso. Inoltre, quando la Dion canta “everyone told me to be strong - tutti mi chiedevano di essere forte…” sapevo che la famiglia di Lia pretendeva lo stesso da lei, anche se esserlo non era semplice, oppure quando la Dion canta “where there was weakness I found my joy – all in the eyes of a boy – quando mi sentivo debole trovavo la mia gioia negli occhi di un ragazzo”, anche Lia, quando non riesce più a essere positiva, ritrova la sua forza in Hadas, il ragazzo di cui si sta innamorando. Inoltre, ho sempre interpretato il ritornello come qualcosa di positivo “I see the light in the sky – vedo una luce nel cielo”, ho sempre immaginato che quella luce nel cielo fosse l’energia di Lia, la luce che brilla nei suoi occhi, i suoi sogni in grado di volare ovunque, oltre il filo spinato… ma poi “a new day has come - un nuovo giorno è arrivato”, e d’improvviso, persone innocenti come Lia, sono costrette a iniziare un nuovo giorno internati nel campo di concentramento di Auschwitz…
Questa, però, non è stata l’unica canzone che ho ascoltato durante la stesura del mio romanzo. Di tanto in tanto ho anche ascoltato “Canzone del bambino nel vento – Auschwitz” dei Nomadi e, quando Lia diveniva nostalgica della sua città, allora mi smettevo di scrivere e mi perdevo nelle note di “Roma nun fa la stupida stasera…”

Rebecca: Sì, ogni volta che scrivo un romanzo ho almeno una canzone che metto in sottofondo nelle scene più emozionanti. Si tratta sempre di canzoni in inglese, anche se trovo che ce ne siano di bellissime in italiano, ma non potrei scrivere con altre parole italiane nelle orecchie J Per quanto riguarda “La mia amica ebrea” ho usato “Let it be” dei Beatles e “Imagine” di John Lennon. Entrambe sono delle canzoni molto belle, con testi pieni di significato. Ho usato “Let it be” per le parti dei bombardamenti, non tanto per le parole del testo quando per la melodia. Invece, ho ascoltato “Imagine” nelle scene in cui Josepha e Rina, ormai amiche, parlano fra loro e si confidano. Tutta la canzone è meravigliosa e l’ho trovata adattata per il romanzo perché le due ragazze immaginano come sarebbero le loro vite se non ci fosse Hitler, se non ci fosse la guerra, se non ci fossero le leggi razziali, ma c’è questo passaggio in particolare, incentrato sulle differenze dettate dalle religioni (o, meglio, da come la maggior parte degli uomini le usino come scusante per le guerre e le discriminazioni) che sia Josepha sia Rina sentono molto:
Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people living life in peace.

Inoltre, dopo aver finito di scrivere il romanzo, mi sono imbattuta nella canzone “The last day on Earth” di Kate Miller – Eidke. L’ho sentita per caso e non la conoscevo. Non l’avrei usata come sottofondo durante la scrittura ma, se dovessi scegliere una canzone che fa da colonna sonora al mio romanzo, sceglierei questa. Penso che il testo si addica moltissimo a cosa succede nel romanzo. L’inizio èquesto:
Look down
The ground below is crumbling
Look up
The stars are all exploding
It's the last day on earth
In my dreams (my dreams, my dreams).
It's the end of the world
And you've come back to me
In my dreams
Between the dust and the debris
There's a light surrounding you and me.
Ed è così che si sentono Josepha e Rina. Tutto intorno a loro sembra esplodere, niente è più sicuro, neanche il cielo o la terra. Josepha vive sempre temendo di morire all’improvviso, o che la morte colga i suoi famigliari e le altre persone cui vuole bene. E poi, senza dare alcuno spoiler sul finale, c’è la frase “it’s the end of the world, and you’ve come back to me, in my dreams” (è la fine del mondo, e sei tornata da me, nei miei sogni) che è molto toccante, sapendo come va a finire il romanzo.

8) Vi ringrazio infinitamente per essere stato con me e con tutti i miei lettori e naturalmente di avermi fatto conoscere i voi e i vostri libri ^_^
Volete aggiungere qualcosa da dire e fare un saluto speciale a modo vostro a tutti quelli che leggeranno questa intervista??

Rebecca: Grazie a te! E grazie ai tuoi lettori per aver letto la nostra intervista! Spero che ricorderemo tutti insieme gli orrori di un tempo non troppo lontano, la forza e il coraggio degli “eroi silenziosi” che sono davvero esistiti. Il Giorno della Memoria è ormai passato, ma penso che ogni giorno dobbiamo tenere nel nostro cuore e nella nostra mente i sacrifici di coloro che sono nati prima di noi, che ci hanno dato esempio di nobiltà e bontà d’animo, spirito di sacrificio, aiutando gli ebrei durante il nazismo, a rischio di perdere la loro vita. Ricordiamo, e andiamo avanti, vivendo e portando con noi queste lezioni, perché presto gli ultimi sopravvissuti non potranno più raccontare, e allora è importante che la narrativa, anche se di fiction, continui a fare la sua parte. 

Sofia: Grazie a te per avermi ospitato nel tuo blog! A tutti i lettori di quest’intervista voglio dire; non dimenticate. Non dimentichiamo gli orrori del nostro passato e tutte le vittime del nazismo. Continuiamo a parlare dell’Olocausto e, anche quando la vita ci mette davanti a delle difficoltà, continuiamo a sognare. Come dice Lia: la vita è meravigliosa, non smettiamo mai di amarla.

lunedì 9 settembre 2013

Intervista con... Teresa Di Gaetano

Buon pomeriggio lettoriiii ^_^ oggi sono di buonissimo umore e sono stra felice di allietarvi ;) almeno lo spero con questa bellissima intervista fatta alla simpaticissima Teresa di Gaetano per l'uscita del suo libro in formato cartaceo. Lei è la scrittrice del libro "La sabbia delle streghe. Yinger e l'Antico Tomo" che vi mostrai QUI 

Buona lettura ^_^

*** *** *** 

- Ciao Teresa, benvenuta nel mio salottino, mettiti comoda e fai come se fossi a casa tua ^^
Grazie Debora, grazie per l’ospitalità...

Raccontaci un po' chi è Teresa Di Gaetano e di cosa parla il tuo libro.
Beh... sono un’aspirante scrittrice. Sì... benché all’attivo abbia ben sei libri pubblicati, non mi sento proprio ancora di definirmi una scrittrice a tutti gli effetti, purtroppo. Però... diciamo... sono sulla buona strada, almeno... lo spero. La mia passione per la scrittura è nata molto precocemente e quindi quando ero solo una bambina. So chi, anzi che cosa, me l’ha inculcata. La lettura dei grandi classici. Sì... perché ho avuto la fortuna fin da piccola di poter leggere i libri intramontabili nel panorama letterario, come “Il diario di Anna Frank” o “L’isola di Arturo” di Elsa Morante, o “Il vecchio e il mare” di Hemingway tanto per citare qualche titolo. Credo che al giorno d’oggi, purtroppo, questi bei libri sono stati un po’ dimenticati, perché si legge quello che va di moda. Senza nulla togliere ai libri moderni, un po’ mi dispiace che i grandi classici non siano tenuti poi in grande considerazione. Comunque, mi rendo conto che ciascuno ha i propri gusti, quindi non entro nel merito. Però queste letture classiche mi hanno decisamente formata come scrittrice, anche se il tempo e l’esperienza hanno cambiato notevolmente il modo di scrivere. “La sabbia delle streghe – Yinger e l’Antico Tomo” lo dimostra appieno. Ho scritto il libro con un linguaggio semplicissimo, a portata di tutti. La storia è anche abbastanza semplice: Yinger, la protagonista, è una maga dueng, un particolare tipo di maga. Lei, infatti, a differenza dei normali maghi non può svelare il suo segreto a nessuno, altrimenti perde i suoi poteri. A meno che non siano maghi come lei. Sua nonna, Aduial, le affida una missione molto importante: portare l’Antico Tomo (da qui il titolo) nella città di Akyab, una città del regno La sabbia delle streghe, per salvarla dalla tirannia del mago malvagio Zhoseng. Così Yinger, insieme al suo amico di infanzia Aless, parte. E ovviamente le accadranno diverse avventure, incontrerà amici, nemici e alleati. Ma soprattutto dovrà fare una grande scelta, che non svelo per non rovinare la lettura del libro a nessuno.

- A cosa ti sei ispirata per scrivere: Yinger e l'Antico Tomo?
Yinger è nata per caso. Ho sempre avuto, da quando navigo, il desiderio di giocare ai giochi di ruolo, detti anche GDR... non so se li conosci. Ebbene, sono capitata in un Forum fantasy ed ho chiesto di giocare. Nei GDR per giocare bisogna inventare prima una scheda-personaggio, così gli altri giocatori sanno a grandi linee le caratteristiche del tuo personaggio. Et voilà: è nato il personaggio di Yinger. Poi, per impegni vari, non ho potuto più giocare; infatti, mi sono ritirata. Però mi dispiaceva tanto che quel canovaccio di storia che avevo inventato per il personaggio non prendesse vita, così, quando si è presentata l’occasione l’ho “riutilizzato”. E l’occasione si è presentata quando ho svolto il secondo livello di scrittura on line con la scrittrice Moony Witcher. La scrittrice, periodicamente, mi inviava delle tracce, come dei temi, da svolgere. Ed io ho ripreso il personaggio, riadattando la storia alla mia saga fantasy. Poi, unendo i temi tra loro, ne è nato un lunghissimo racconto (se volete leggere gratis, lo trovate qui: http://www.moonywitcher.com/blog/yinger-e-lantico-tomo-di-teresa-di-gaetano-corso-adulti-%E2%80%93-secondo-livello/ ) che è stato pubblicato sul blog della scrittrice. Ma io ho continuato a rimanere affezionata a Yinger, al suo personaggio, e così da sola ho continuato la storia, scrivendo il libro che c’è oggi.

- Il personaggio di Yinger è ispirato a qualcuno (magari a te :p) oppure è totalmente frutto della tua fantasia?
Forse molti scrittori lo negheranno, ma, secondo me, c’è sempre qualcosa di loro nei loro personaggi. Quindi, sì... è probabile che qualche tratto del carattere di Yinger mi somigli un pochino. Non lo nego. Però sinceramente non saprei dirti quale.

- Cosa diresti a una persona amico o sconosciuto, in questo caso i lettori del blog per invogliarli a leggere il tuo libro?
Ah! Intanto che la grafica del libro è bellissima!!! La copertina è plastificata lucida e il libro si compone di ben 305 pagine. Un “signor libro”. E poi... poi... è una bella storia, soprattutto di crescita e di formazione. Infatti, ho specificato che è un romanzo prettamente indicato per i giovani, anche se un adulto può fare una piacevole scoperta del testo, perché può evadere per un po’ di tempo dalle sue preoccupazioni.

- Qual è la prima cosa che pensi quando sai che qualcuno si accinge a leggere il tuo libro...
Oh! Mamma... chissà se gli piacerà. Ho un po’ di timore a scoprire i pareri dei lettori, perché sono molto esigenti. In passato, non hanno affatto avuto un occhio di riguardo per la mia scrittura, la mia storia. Quindi, sì... lo ammetto (sembrerà strano, forse) ma sono un po’ terrorizzata dal loro giudizio.

- Come mai hai deciso di scrivere un fantasy piuttosto che un altro genere? C'è un motivo particolare?
I motivi sono principalmente due. Intanto, amo la mia saga fantasy de La sabbia delle streghe. Tant’è che ho programmato di scrivere ben dodici libri. Lo so, un gran bel numero. Ma anche una gran bella sfida per me. Bisogna stare attenta a tantissime cose, prima fra tutte le eventuali incongruenze. Quindi, un’impresa ardua. Poi, il secondo motivo amo il fantasy. E’ un genere che si presta bene a qualsiasi tipo di narrazione. Nel fantasy puoi scrivere una storia d’amore, puoi parlare di mistero, etc. Insomma, è un genere abbastanza versatile se vogliamo.

- Che progetti hai per il futuro per quanto riguarda la scrittura e il tuo libro?
 Bene. Intanto l’ambizioso progetto di lavorare ai dodici libri della saga. Per ora sto correggendo il secondo (Alla ricerca dei ricordi) per darlo alle stampe. Ho già visto la bozza della copertina realizzata di nuovo dalla bravissima Chiara Boz. Non vedo l’ora di mostrarvela! E poi devo correggere l’ottavo (Rosehan e la spada di Shanas), mentre scrivo  il quarto (Milmay, la nuova regina); di quest’ultima ho già acquistato l’immagine della copertina (se volete vederla, passate dal blog ufficiale della saga o da Il diario di Teresa), che è stata realizzata dalla bravissima Violet Nightfall. Insomma, ho l’agendina fitta di impegni. Per il libro... purtroppo non credo farò presentazioni nelle città, spero di continuare a promuoverlo nel web.

- E ora qualche domandina personale da brava curiosona che sono :)
Domanda pure!

Qual è il tuo libro preferito?
Ne ho tanti. Ne cito qualcuno. “La Storia infinita” di Micheal Ende, “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde, “Come pioggia sulle dune” di Jane Johnson, “Mangia, prega, ama” di Elisabeth Gilbert, “Twilight” di Stephenie Meyer, “Ti con zero” di Italo Calvino, il racconto “Crotcaja” di Dostoevskij (un autore che mi piace moltissimo), i libri del filosofo Jean Paul Sartre come “L’ingranaggio”, e “La bambola” di Boleslaw Prus (un capolavoro!).

- Hai qualche piccola mania da lettrice? E hai un posto preferito per leggere o scrivere, oppure leggi ovunque?
Sì. Ci deve essere assoluto silenzio quando leggo. Poi, a volte, se qualche passaggio mi piace lo leggo e lo rileggo più volte. Leggo, in genere, la sera, quando sono a letto. Quindi, prima di addormentarmi. Per scrivere, da un po’ di tempo in qua, mi piace ascoltare musica. Ho una playlist di brani preferiti su youtube. Appena inizio a scrivere, indosso le cuffie e la faccio partire. Non mi distrae affatto. Anzi, mi fa concentrare di più. Tranne quando correggo lo scritto, non la metto. Lì... ci vuole una particolare attenzione, perché non devo solo stare attenta ai banali errori di battitura, ma anche al senso della storia.

- Durante la stesura di: "La sabbia delle streghe. Yinger e l'Antico Tomo", seguivi qualche rituale particolare per concentrati o come auspicio per l'ispirazione contro il blocco dello scrittore? ;p
Bella domanda, Debby! Ho gioito due volte di più per l’uscita di questo libro, perché sono stata colpita dal blocco dello scrittore più volte. Niente! Per chi scrive è qualcosa di terribile. L’unico modo per sconfiggerlo è sforzarsi di scrivere lo stesso. Lo so, detto così sembra semplice, però le soluzioni sono più o meno queste: lasciare un po’ in giacenza lo scritto e magari rileggersi dopo tutta la storia per vedere se riaffiorano le idee, e... scrivere.

- Ultima domanda per chiudere in bellezza (altrimenti diventa un interrogatorio di terzo grado XD) Se preferisci il cartaceo o l'ebook perchè ormai un po' tutti stanno cedendo a questo nuovo modo di lettura chi per comodità, chi per preferenza, ma c'è ancora un nutrito gruppo di seguaci del cartaceo che non si fanno corrompere dalle comodità e dai vantaggi degli ebook.. tu cosa ne pensi? Cosa preferisci dei due?
Cartaceo. Tutta la vita! Lo so. Gli e-book fanno risparmiare: soldi, carta e spazio. E indubbiamente non sono dettagli di poco conto. Però vuoi togliere il piacere di sfogliare un libro, sentire l’odore buono delle pagine nuove, averlo tra le mani? Io personalmente sono stata più felice di averlo cartaceo il mio libro, che non in e-book su Amazon. Perché? Perché vedo il frutto del mio duro lavoro concretizzarsi. 305 meravigliose pagine di storia... che soddisfazione!!!

- Teresa ti ringrazio per essere stata con me nel mio salottino e per avermi fatto curiosare nel tuo mondo ^^
Ma grazie a te, Debora!!!

Vuoi aggiungere qualcos'altro? (magari ad effetto; tipo sganci la notiziona inaspettata e tutti noi rimaniamo di stucco perché non c'è lo aspettavamo??!!! ahahaha XD)
Scherzi a parte, grazie infinite e naturalmente sei la benvenuta ogni qualvolta vorrai tornare nel salottino di Happy Red Book!! :) Un abbraccio...

Oddio... non so se già ho parlato troppo. Credo di avervi detto tutto. Il prossimo libro della saga che esce è Alla ricerca dei ricordi. Preparatevi! E si tratta del secondo libro dedicato alla trilogia sulla principessa Primrose. Quindi, consiglio questa volta di acquistare prima “La sabbia delle streghe – La leggenda di Primrose”, perché continuo il discorso del primo libro. Mentre “Yinger” si può leggere tranquillamente staccato dalla saga, perché per ora non è collegato ad alcun libro. Però... dai... una notizia in esclusiva per il blog Happy Red Book la voglio lasciare. Non l’ho svelato a nessuno, nemmeno sul blog ufficiale della saga. Sei la prima in assoluto che lo sa. Praticamente, ritroveremo il personaggio di Yinger nel decimo libro della saga (Il Tesoro del Tempio di Ayon). Basta. Non svelo più niente. Buona lettura!

*** *** *** 

Prima di lasciarvi carissimi vi lascio qualche link per curiosare e diretto al libro ^_^





Ringrazio ancora Teresa e aspetto naturalmente i vostri commenti!!! ^_^ Io da parte mia sono curiosissima di prendere questo libro *__* mi sa che lo includerò nel prossimo ordine Amazon!!!