giovedì 14 giugno 2018

Recensione: "Le otto montagne" di Paolo Cognetti

Speravo non mi deludesse, ne ho letto in lungo e in largo con commenti super positivi, che praticamente lo amavo ancor prima di aprire la prima pagina... e avevano ragione, Cognetti ha scritto una storia bellissima, e lo dice una che la montagna le piace vederla dal balcone di casa e andare al mare!

Le otto montagne
di Paolo Cognetti

Editore: Einaudi
Pagine: 208
Prezzo: 18.50€

Voto: 4/5

TramaPietro è un ragazzino di città, solitario e un po’ scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, che ha dato loro la vita: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l’orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo “chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l’accesso” ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E lì,  ad aspettarlo, c’è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, “la cosa più simile a un’educazione che abbia ricevuto da lui”. Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito piú vero: “Eccola lì, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino”. Un’eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.


Vincitore del Premio Strega 2017, Cognetti praticamente è finito su ogni blog, su ogni profilo Instagram di chiunque legga anche solo un libro al mese, acclamato come il libro dell'anno e a ragione!


"La montagna non è solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio, tempo e misura. "

E' un libro che racchiude l'amicizia, quella pura e vera vista dal punto di vista maschile dove non ci sono le confessioni del cuore a tarda notte sotto al lenzuolo, ma quella fatta di sguardi d'intesa e silenzio. 
L'amore verso la propria montagna, così imponente e maestosa e così accogliente, piena di mille meraviglie da scoprire, mille sentieri da esplorare, mille avventure da vivere.
La montagna è uno stile di vita, di pensare, il silenzio, il ritmo della vita dettato dalla natura e dalle stagioni. 
Dietro di me si vede il Gran Sasso  ;)

Esprime un po' quello che tutti noi attraversiamo nella nostra vita. Cresciamo in un luogo e possiamo andarcene, possiamo odiarlo nella nostra giovinezza, possiamo non capire come si fa a rimanere lì, possiamo rifiutarci e star lontani per anni e cancellare dalla nostra memoria tante immagini.. ma prima o poi torneremo e allora capiremo, ricorderemo e vedremo tutto sotto una nuova luce. Apprezzeremo il nostro luogo natio con occhi consapevoli, diversi anche se tutto è cambiato, ma ci sarà sempre la nostra impronta nascosta, lì vicino a un masso, a una pietra dove giocavamo a una strada ormai abbandonata ma che noi frequentavamo spesso e lì ci sembrerà di tornare indietro, come se fosse passato solo un giorno e non anni.


"Siete voi di città che la chiamate natura. È così astratta nella vostra testa che è astratto pure il nome. Noi qui diciamo bosco, pascolo, torrente, roccia, cose che uno può indicare con il dito. Cose che si possono usare. Se non si possono usare, un nome non glielo diamo perché non serve a niente."


I genitori di Pietro amano da sempre la montagna, la madre ama passeggiare e guardare il paesaggio, il padre è un abile ed esperto scalatore, che ambisce a visitare tutte le vette e appena possono tornano a rifugiarsi in essa e così che inizia l'avventura per questo ragazzino, quando arriva al paesino di Grana e lì affittano ogni estate una baita dove incontrerà Bruno un ragazzino come lui che però a Grana ci abita tutto l'anno. 
Trascorreranno tante estate insieme, fino a quando non si perderanno per poi ritrovarsi alla morte del padre di Pietro grazie al suo testamento.


"Se il punto in cui ti immergi in un fiume è il presente, pensai, allora il passato è l’acqua che ti ha superato, quella che va verso il basso e dove non c’è più niente per te, mentre il futuro è l’acqua che scende dall’alto, portando pericoli e sorprese. Il passato è a valle, il futuro è a monte."

Parla di amicizia si, ma anche del difficile rapporto padre-figlio. Un padre silenzioso, che dimostra affetto a modo suo, un po' burbero e chiuso, che vuole trasmettere il suo amore al figlio tramite la montagna e purtroppo solo da adulto lo capirà. 

Un libro che vi consiglio assolutamente di leggere è un piccolo capolavoro!


venerdì 8 giugno 2018

Recensione: "Da quando ti ho incontrato" di Cecelia Ahern

Se avete questo libro portatevelo con voi al mare, in vacanza, in ufficio o sul tram in una giornata storta, riuscirà a strapparvi un sorriso e a farvi dimenticare il mondo che vi circonda con la sua simpatica storia.

Da quando ti ho incontrato 
di Cecelia Ahern 

Editore: Rizzoli
Pagine: 365
Prezzo: 18,00€

Voto: 3/5


Trama: Jasmine, capelli rossi e spirito indomito, ama due cose al mondo: il suo lavoro – crea startup, le porta al successo, poi le rivende – e sua sorella Heather, che è una giovane donna con la sindrome di Down, generosa, combattiva, ma anche molto vulnerabile, della quale è sempre pronta a prendere le difese. È un freddo inverno dicembrino quando Jasmine viene licenziata e privata, con un colpo di mano che ha il sapore del tradimento, di una parte vitale della propria identità. I suoi giorni si fanno bui, noiosi, senza scopo: nient’altro che una patetica infilata di appuntamenti con amiche neomamme e chiacchierate senza direzione; mentre le notti, nervose e insonni, diventano d’un tratto l’occasione per mettersi a spiare, dalla finestra della camera da letto, la casa del vicino. Lui è Matt Marshall, famoso dj radiofonico con un conclamato debole per l’alcol, un talento puro per la provocazione e una crisi matrimoniale in vista. Jasmine ha le sue buone ragioni per detestarlo e il sentimento sembra reciproco. Ma niente è veramente come sembra. Può nascere così una relazione nuova, un’intimità tra uomo e donna che non è però quel che immediatamente ci aspettiamo: Matt e Jasmine si annusano, confliggono, si cercano. Sono due cuori che si avvicinano, ma che trovano l’amore altrove. Ed è qui che si nasconde la magia dell’ultimo romanzo di Cecelia Ahern, nell’incrociare due vite in modo inaspettato, nel saper inventare una storia che ci diverte e commuove, nel corso della quale arriviamo a guardare alla realtà in modo più luminoso e leggero. E che ci lascia con l’immagine di una passeggiata rasserenante tra le stradine e i giardini profumati di una Dublino pacifica.


Una storia di due protagonisti che tentano di trovare la loro seconda chance con la vita, con loro stessi, con un nuovo lavoro che segnerà un nuovo inizio. Ma da dove iniziare? Dalla ricerca di loro stessi e di dove la vita li abbia portati fino a quel punto.
Jasmine costretta a rimanere ferma per un anno dal gaerden lieving dopo esser stata licenziata trova se stessa nel lavorare al suo giardino, nel conoscere il mondo sconosciuto che è quello dei vicini di casa, soprattutto Matt anche lui a casa dal lavoro dopo esser stato licenziato e messo nella stessa aspettativa della sua dirimpettaia.

Un libro che parla di come la riscoperta di se stessi può cambiarci profondamente, di come la vita che ci circonda a partire dalle piccole cose possa essere una cosa meravigliosa, anche la semplice passeggiata. La frenesia, i ritmi quotidiani, il lavoro incessante si ripercuotono anche con i rapporti che abbiamo con il prossimo. 

Una cosa "negativa" che ho trovato del libro sono un po' i personaggi. Non ho amato ne Jasmine nè Matt, è come se la storia, il fattore riscoperta di se e del mondo, fossero i veri protagonisti e loro due solo due marionette che ogni tanto di incrociano e si scontrano senza mai unirsi alla fine della fiera.
Sono due protagonisti che rimangono sempre leggermente sottotono, non sono memorabili. Non saprei spiegarvi la sensazione che manchi qualcosa in loro, che non saprei neanche descrivervi.

Ve lo consiglio perchè è una lettura estiva assolutamente piacevole, ma ecco è uno di quei libri che  a fine lettura scambi. La Ahern sa fare meglio di questo e i "vecchi" libri tipo P.s I love you ne sono la prova, non regge il confronto. Quindi se cercate un libro che vi faccia battere il cuore come i suoi precedenti in questo non lo troverete, anche perchè qui manca, se non verso la fine, il fattore Amore, forse è proprio questo il 'pizzico' che manca a questo libro: l'amore.


mercoledì 6 giugno 2018

Recensione: "Firebird. La caccia" #1 di Claudia Gray

Avventura, azione, leggero romanticismo e leggerezza.. non è un libro indimenticabile però è accattivante.

Firebird. La caccia #1 
di Claudia Gray

Editore: Harper Collins
Pagine: 332
Prezzo: 29,90€ cofanetto indivisibile con tutta la trilogia

Voto: 3/5


TramaQuante forme diverse può assumere l'amore? La forza che
attrae due persone l'una verso l'altra si può chiamare destino, o è qualcosa di più fragile e sfuggente? Marguerite, giovane figlia di
due rivoluzionari inventori, scoprirà sulla propria pelle le risposte a queste domande grazie al Firebird, un congegno che può trasportare le persone nelle dimensioni parallele in cui si realizza ogni possibile variazione della realtà. Insieme ai due assistenti ricercatori Paul e
Theo, entrambi innamorati di lei, verrà coinvolta in una corsa senza respiro per salvare il multiverso dalle mire del perfido Wyatt Conley, assetato di potere, e dalla follia dei suoi insospettabili soci, capaci di progettare la distruzione di interi universi per recuperare una sola vita. Ma la sfida più dura per loro sarà affrontare le diverse versioni di se stessi, specchi dell'oscurità potenziale nascosta in ognuno di noi. Contiene la trilogia di Firebird: "La caccia", "La difesa" e "La resa dei conti".





La prima volta che lessi questo libro mi piacque molto, la seconda volta a distanza di anni non mi ha delusa come di solito succede quando rileggi un libro a distanza di tempo.

I genitori di Marguerite sono degli scienziati che grazie ai finanziamente della Triad con a capo Wyatt Conley, una grande azienda per lo sviluppo tecnologico, hanno inventato il Firebird, strumento grazie al quale si può viaggiare attraverso le diverse dimensioni, saltando nel loro corpo di quella dimensione però.
Ma quando il padre di Marguerite viene considerato morto e Paul, uno dei due assistenti ricercatori sparisce con il Firebird viene accusato del suo omicidio, Theo l'altro assistente insieme a Marguerite prendono i prototipi rimanenti del Firebird e aggiustandoli, partono alla sua ricerca attraverso e altri dimenzioni per vendicarsi. Ma quello che la nostra protagonista scoprirà sia su se stessa che quello che c'è dietro al firebird e a Wyatt Conley va ben oltre la sua immaginazione e tutto quello in cui credeva traballerà.

Firebird è una mirabolante avventura a spasso tra i vari tempi della Russia zarista a un futuro in un sottomarino.. alla fine dove sta la verità sulla triad e sull'uccisione di suo padre?Paul è veramente il traditore che credevano?

Paul e Marguerite sono due personaggi ben caratterizzati così come Theo che è dispetto dei primi due non mi è mai andato a genio come personaggio, mi ha dato sempre l'aria di approfittatore e falso. I genitori così come Wyatt Conley sono trattati con molta velocità, compaiono poco e futilmente, giusto per riempire alcune scene, e spero che nei prossimi due qualcosa cambi, che siano più attivi e utili alla storia.

Un libro che in definitiva mi ha divertita, leggero e scorrevolissimo che non mi annoiata in nessun momento. Se volete come me è una storia puramente di svago e fantasia Farebird farà al caso vostro veramente meritevole nella sua semplicità.


venerdì 11 maggio 2018

Recensione: "Mi sa che fuori è primavera" di Concita De Gregorio

Un libro piccolo, ma straziante e allo stesso tempo delicato come un fiore.

Mi sa che fuori è primavera
di Concita De Gregorio

Editore: Universale Economica Feltrinelli
Pagine: 122
Prezzo: 8,00€

Voto: 4/5

Trama: Ferite d’oro. Quando un oggetto di valore si rompe, in Giappone, lo si ripara con oro liquido. È un’antica tecnica che mostra e non nasconde le fratture. Le esibisce come un pregio: cicatrici dorate, segno orgoglioso di rinascita. Anche per le persone è così. Chi ha sofferto è prezioso, la fragilità può trasformarsi in forza. La tecnica che salda i pezzi, negli esseri umani, si chiama amore. Questa è la storia di Irina, che ha combattuto una battaglia e l’ha vinta. Una donna che non dimentica il passato, al contrario: lo ricorda, lo porta al petto come un fiore. Irina ha una vita serena, ordinata. Un marito, due figlie gemelle. È italiana, vive in Svizzera, lavora come avvocato. Un giorno qualcosa si incrina.
Il matrimonio finisce, senza traumi apparenti. In un fine settimana qualsiasi Mathias, il padre delle bambine, porta via Alessia e Livia. Spariscono. Qualche giorno dopo l’uomo si uccide. Delle bambine non c’è più nessuna traccia. Pagina dopo pagina, rivelazione dopo rivelazione, a un ritmo che fa di questo libro un autentico thriller psicologico e insieme un superbo ritratto di donna, coraggiosa e fragile, Irina conquista brandelli sempre più luminosi di verità e ricuce la sua vita. Da quel fondo oscuro, doloroso, arriva una luce nuova. La possibilità di amare ancora, l’amore che salda e che resta.
Concita De Gregorio prende i fatti, semplici e terribili, ed entra nella voce della protagonista. Indagando a fondo una storia vera crea un congegno narrativo rapido, incalzante e pieno di sorprese. Scandisce l’esistenza di questa madre privata dei figli – qual è la parola per dirlo? – in lettere, messaggi, elenchi. Irina scrive alla nonna, al fratello, al giudice, alla maestra delle gemelle, abbozza ritratti, scava nei gesti, torna alle sue radici, trova infine un approdo. Dimenticare significa portare fuori dalla mente, ricordare è tenere nel cuore. Il bisogno di essere ancora felice, ripetuto a voce alta, una sfida contro le frasi fatte, contro i giudizi e i pregiudizi. Uno di quei libri in cui uomini e donne trovano qualcosa di sé. Per essere felici non ci vuole tanto. Per essere felici non ci vuole quasi niente. Niente, comunque, che non sia già dentro di noi.



Ci si può mai riprendere dalla scomparsa delle proprie figlie? C'è una maniera giusta per vivere il dolore e un tempo giusto per decidere di riprendere la propria vita lì da dove la si è interrotta?
E ciò che la protagonista che racconta la sua perdita, tra l'altro storia vera, cerca di dare risposte tramite il suo dolore. Una madre che si è vista strappare, o per meglio dire, ha visto scomparire le sue gemelle per mano dell'ex marito che ha pensato bene di suicidarsi dopo averne fatto perdere le tracce. E allora cosa fare? A questa domanda non c'è mai risposta, come non c'è ne sono per le domande precedenti, perchè ogni persona cura e supera i propri dolori a modo suo e allora ci si interroga su cosa sia meglio fare, su cosa succedere attorno a noi; la gente che da fuori non vede e non sa e giudica le nostre sofferenze che man a mano se ne vanno facendoci ritrovare sole davanti a una casa e una vita vuota. 
Ma la domanda più grande che si pone è: che fine hanno fatto le mie figlie? Perchè non si mettono in contatto con me se sono ancora vive? Ma lo sono ancora? Quel marito così autoritario tanto da scriverle perfino come doveva fare il caffè e come chiudere le porte è riuscito nella sua perfezione a far sparire le loro tracce e perchè la polizia con tanti indizi così palesi vuole chiudere il caso?? 

Un libro che parla di sentimenti che sono cazzotti allo stomaco. Sentimenti che ti entrano dentro e insieme alla protagonista ti chiedi come sia potuto succedere, perchè proprio a te la vita ti si doveva rivoltare contro nella peggiore delle situazioni. Entri in empatia con lei e speri che a fine pagina tu possa leggere che abbia ritrovato le figlie, e invece ti ritrovi con il magone e a chiederti perchè gli uomini siano così senza cuore e selvaggi e egioisti oltre ogni limite.
E allora quando tutto sembra perso che fare? Come sopravvivere a questo dolore? 

È un inno alla vita e alla speranza che non muore mai.




lunedì 9 aprile 2018

Recensione: "Guida astrologica per cuori infranti" di Silvia Zucca

Un libro astrologicamente super divertente!

Guida astrologica percuori infranti
di Silvia Zucca

Editore: Garzanti
Pagine: 459
Prezzo: 9,90€

Voto: 3/5


Trama: Trent'anni passati da un po', single (NON per scelta) e con un impiego che offre ben poche prospettive di carriera, Alice Bassi accoglie la notizia del matrimonio del suo indimenticato ex come il proverbiale colpo di grazia. Se non fosse ancora abbastanza, nella piccola rete televisiva per cui lei lavora arriva Davide Nardi. Sguardo magnetico e sorriso indecifrabile, Davide sarebbe il sogno proibito di Alice… peccato sia stato assunto come «tagliatore di teste». Insomma: non ce n'è una che vada per il verso giusto. Ma poi Alice incontra Tio, un attore convinto di conoscere il segreto per avere successo: l'astrologia. Non quella spacciata sui giornali, bensì una «vera» lettura delle stelle, che esistono proprio per segnalarci i giorni più favorevoli per la sfera professionale o per farci trovare l'anima gemella. Seppur scettica, Alice decide di provare e inizia a uscire con uomini compatibili col suo segno zodiacale. Però, stranamente, l'affinità astrale non le impedisce di collezionare incontri sbagliati, fallimenti imbarazzanti e sorprese di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Come non impedisce a Davide di diventare sempre più attraente. Tuttavia a lui Alice non osa chiedere di che segno sia. Perché ha paura che la risposta la deluda o, peggio, che la illuda. E perché, in fondo, spera che l’amore non abbia bisogno delle stelle per trovare la sua strada.


Avete bisogno di un momento in cui volete un libro leggero, frizzante, con una protagonista ironica a cui gliene capitano di tutti i colori? Guida astrologica per cuori infranti è la "guida" giusta per voi.

Alice è proprio sfortunata ha una cotta per Davide Nardi che è inarrivabile e quando il suo ex l'avvisa del suo matrimonio capisce che è proprio in fondo, ma Tio il nuovo attore della soap opera nella rete telvisiva in cui  lavora ha la soluzione per ogni momento della vita: l'astrologia!
E anche se si è scettici perchè non provare tanto ormai peggio di così non può esserci e allora inzia a fare scelte in base a cosa dicono le stelle, facendola incappare in situazioni comiche e assurde che funzionanoo, ma quale sarà la direzione che le stelle le faranno prendere?


Alla fine della canzone Alice finalmente capirà che bisogna amarsi e che non tutte le scelte dolorose sono negative, ma che possono portare a farci stare bene con noi alla fine, senza astrologia.
Una nota negativa è che a sta poveraccia gliene capitano troppe di situazioni assurde, dopo un po' diventa una situazione esasperante perchè va bene la sfortuna, ma insomma è un po' troppa però il finale fortunatamente è degno di essere un finale e non finale aperto a interpretazione. 


domenica 8 aprile 2018

Recensione: "Il richiamo del cuculo" di Robert Galbraith

In questa meravigliosa domenica di sole vi do il buongiorno con un libro di un'autrice che tutti amano ma con cui io non trovo feeling.. ci incontriamo cordialmente, ma niente di serio.

Il richiamo del cuculo
di Robert Galbraith

Editore: Salani
Pagine: 464
Prezzo: 12,00€

Voto: 3/5

Trama: Il primo caso per Cormoran Strike in questo romanzo di esordio di Robert Galbraith, pseudonimo di J.K. Rowling, autrice della serie di Harry Potter e de "Il seggio vacante". Londra. È notte fonda quando Lula Landry, leggendaria e capricciosa top model, precipita dal balcone del suo lussuoso attico a Mayfair sul marciapiede innevato. La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello della modella non può crederci. Decide di affidarsi a un investigatore privato e un caso del destino lo conduce all'ufficio di Cormoran Strike. Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Strike riesce a malapena a guadagnarsi da vivere come detective. Per lui, scaricato dalla fidanzata e senza più un tetto, questo nuovo caso significa sopravvivenza, qualche debito in meno, la mente occupata. Ci si butta a capofitto, ma indizio dopo indizio, la verità si svela a caro prezzo in tutta la sua terribile portata e lo trascina sempre più a fondo nel mondo scintillante e spietato della vittima, sempre più vicino al pericolo che l'ha schiacciata. Un page turner tra le cui pagine è facile perdersi, tenuti per mano da personaggi che si stagliano con nettezza. Ed è ancora più facile abbandonarsi al fascino ammaliante di Londra, che dal chiasso di Soho, al lusso di Mayfair, ai gremiti pub dell'East End, si rivela protagonista assoluta, ipnotica e ricca di seduzioni.


Devo essere sincera non ho molto amato Harry Potter né libro né il film Anche se sono ferma al terzo ma volevo assolutamente provare questo libro dove non vi è traccia di magia.. Il risultato??? Ni..

Lui come personaggio mi è piaciuto, anche se c'è qualcosa che non me lo fa apprezzare a pieno.
Un uomo uscito mutilato dall'Afghanistan che sfrutta le sue doti come investigatore privato con scarso profitto. Un uomo che oltre a essere sul lastrico è stato cacciato e lasciato dalla sua fidanzata dopo 15 anni e si ritrova a vivere nel suo ufficio con una nuova segretaria arrivata proprio quella mattina che non si può permettere di pagare.
Cormoran Strike è un personaggio dalle molteplici sfaccettature e ben costruito che non si lascia sopraffare dal destino anche se ne è tentato.
La sua nuova segretaria: Robin.
Un personaggio a mio parere è molto dietro le quinte e trasparente. Ogni tanto fa la sua comparsa e via, non ha nulla di significativo, viene sempre catapultata alla fine di ogni cosa passando per soprammobile. Insulsa, a tratti lagnosa,  vedremo se nel prossimo libro riuscira ad emergere all'ombra di Strike e a prendere parte ai casi.
Lula Landry è la bellissima top model del momento ma la sua luce si spegne quando la notte "cade" dal balcone del suo appartamento: sarà suicidio o omicidio?
La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello di lei non lo crede e assume Strike per indagare e venire a capo del mistero.
Un libro che all'inizio ho trovato troppo lento, troppo noioso, l'indagine stentava a partire, la vita di Strike messa così a pizzichi e bocconi risulta poco attraente. Roby non è stato un personaggio per niente stimolante, ero sinceramente tentata di abbandonarlo, ma volevo sapere a questo punto chi è l'assassino e perché avesse ucciso Lula landry e devo dire che finalmente da metà libro in poi, sorpassata la noiosa parte introduttiva dei personaggi, e  l'avvio del caso, la storia ha preso un'altra piega e sono arrivato in un batter baleno al finale che ha avuto un risvolto soddisfacente.
Tirando le somme sul libro, mi è piaciuto per alcuni versi e non per altri, vediamo come sarà il secondo visto che ormai le presentazioni sono fatte. Tra Harry e Cormoran però mi sa che preferisco Harry e la magia di Hogwarts...


giovedì 5 aprile 2018

Recensione: "Il professore" di Charlotte Brontë

Pensavo che la Brontë mi avrebbe delusa per come era partita, ma man a mano mi ha fatto ricredere, e una menzione va anche alla bellissima edizione tascabile che io trovo molto più comoda della cartonata!


Il professore
di Charlotte Bronte

Editore: La Tartaruga edizioni
Pagine: 315
Prezzo: 6,90€

Voto: 3.5/5

Trama: "Il professore" è il primo romanzo scritto da Charlotte, la più famosa delle tre sorelle Bronte. A suo tempo non ebbe fortuna perché giudicato troppo realistico. Gli si preferiva "Jane Eyre", in cui l'elemento fantastico e romantico predominava, così venne pubblicato solo dopo la morte. Questo romanzo narra in prima persona la storia di un uomo sensibile e colto, che fugge da un lavoro pesante e competitivo nella zona industriale dello Yorkshire per andare a insegnare in una scuola in Belgio. Qui conosce Frances, una ragazza molto giovane e senza mezzi che da allieva diventa insegnante.


Da premettere che non si avvicina neanche lontanamente a Jane Eyre è più acerbo, più prolisso e manca del mordente e della particolarità di Jane Eyre, però devo dire che a suo modo è straordinario anche se parecchio noioso.

William Crimsworth, nato e cresciuto in Inghilterra decide di fuggire dagli zii che lo vogliono prete e in sposa a una loro figlia per andare dal fratello, ma questo non si rivelerà come egli crede.
Edward Crimsworth prova astio e disprezzo per questo fratello che gli chiede lavoro, ma nonostante tutto glielo procura senza cercare mai di entrare in rapporti con lui, continuandolo a trattar male alla stregua dei suoi operai se non peggio. Decide che anche lui non è il suo futuro e se ne  va in cerca di lavoro in Belgio grazie alla raccomandazione di Mr. Hunsden conosciuto nello Yorkshire dal fratello.
Qui troverà lavoro come insegnante di inglese e francese ed è proprio qui che si può dire che ha inizio la sua vera vita, nella scuola di Mr. Pelet e di Miss Zoraide Reuter dove incontrerà quella che sarà da prima la sua allieva e poi sua moglie, Frances. 

Il romanzo si basa sulla vera esperienza di Charlotte Brontë in Belgio come studente, in cui si innamora del suo professore che purtroppo a differenza del suo mr. Crimsworth non la ricambierà mai e sembra che voglia riscattarsi scrivendo un finale diverso alla sua storia su carta.

Crimsworth è un personaggio che non mi ha convinto poi fino in fondo, non ho apprezzato il suo continuo cambio di opinione da una pagina a un'altra in alcuni casi e sinceramente neanche come gestisce il suo "amore" per Frances, troppo calcolatorio e freddo. C'è da dire che questo modo rispecchia molto quello che era quel periodo perciò è logico che può apparire a noi frreddo e distaccato, però quando lui scompare per dieci settimane solo perchè si deve dichiare solo quando avrebbe trovato un lavoro come lo ha trovato lei, beh non è che mi sia garbato assai, però mettendomi nei panni di quel tempo ci può stare che un uomo voglia sentirsi al di sopra di quella che vuole che sia la sua futura moglie.

Un libro che progressivamente ti incuriosisce, anche se non c'è mai un ritmo serrato che ti spinge a proseguire se non la curiosità di leggere la prossima disavventura del povero sfigato.

Tutto sommato nonostante l'estrema lentezza, gradulamente ho saputo apprezzarlo, solo che, lo si può fare se amate l'autrice e volete leggere altro di suo altrimenti se partite da questo rimarrete estremamente delusi, che Jane Eyre come primo approccio e non sia con voi sempre!