giovedì 10 settembre 2015

Chi ben comincia... #112: "Omicidio a Whitehall" di Sarah Pinborough

Chi ben comincia... è la rubrica ideata dalla carissima Alessia del blog Il profumo dei libri che ringrazio perchè questa rubrica mi piace tantissimo e poi non so vi può essere utile per stuzzicare la vostra curiosità ^^ Questa rubrica la posterò ogni giovedì ^_^... In che cosa consiste?

-Apri un libro a caso dalla tua libreria
-Riporta le prime 10, 15, 20 frasi dell'inizio del libro
-Aspetta i commenti.


Incipit di un libro random nel kobo. Devo dire che la copertina è bellissima, la trama promette bene così come l'incipit e ho letto delle ottime recensioni :)

*** *** *** 

Parigi, novembre 1886

Era piuttosto avvenente. Un po' magro forse, delle strane macchie sulla pelle, probabilmente un lascito della tubercolosi, pensò lei, ma aveva ancora tutti i denti e un'aria elegante che lo poneva al di sopra della sua clientela abituale. Inoltre pagava bene. Gli sorrise, sebbene adesso che erano soli quell'uomo sembrasse meno incline a rivolgerle la parola, a differenza della prima volta che l'aveva vista. Ciò però non la preoccupava: dopotutto era inglese e, sebbene le fosse sembrato che parlasse bene il francese, poteva comunque avere una padronanza limitata di quella lingua. 
Ma a lei non importava: dialogare poteva costituire un lavoro persino più gravoso. Si rischiava sempre di dire la cosa sbagliata e di ritrovarsi d'un tratto con un labbro rotto e l'occhio nero, rimanendo quindi senza lavoro finché non fossero guariti. Il silenzio per lei andava benissimo. Inoltre spesso era sinonimo di 'rapidità', quindi era ancora meglio.
La notte era fredda, e la ragazza si strinse ancora un po' lo scialle intorno alle spalle mentre seguiva l'uomo tra i vicoli di Montrouge, dove probabilmente si trovava l'abitazione in cui alloggiava. Un vento freddo che trascinava con sé l'inverno si insinuò tra le strade strette e loro due rimasero nell'oscurità della mezzanotte, mentre nella piazza svaniva il bagliore delle luci dei caffè. La ragazza era leggermente raffreddata e tirò su col naso, poi sussultò inciampando sui ciottoli irregolari. L'uomo la afferrò senza rallentare il passo e la tirò fermamente accanto a sé.

- Omicidio a Whitehall di Sarah Pinborough -

mercoledì 9 settembre 2015

Frasi da: "Dimmi che credi al destino" di Luca Bianchini

Dimmi che credi al destino

- Sì erano finalmente trovati senza cercarsi, e quando ti capita non puoi metterti a discutere con il tempo. Puoi solo ringraziarlo. 

- I grandi amici sanno sempre quando tornare.

- Le cadute fanno sempre male, sopratutto quando sei a un passo dalla vittoria. 

- I fatto senza parole non sempre servono a qualcosa. 

- La bellezza di quelle pagine l'allontanò per un attimo da tutto. A volte, per viaggiare, basta stare seduti comodamente davanti a una finestra. 

- Ritornare in certi luoghi può essere doloroso, tanto più se non sono cambiati. 

- Fu un duro colpo,  che andò a minare le se labili certezze, perché non c'è affronto peggiore di non essere riconosciuti da chi hai amato tanto, anche se sono passati anni. Vuol dire che non ti ha mai guardato veramente negli occhi. 

- Ci sono persone che non ti dimenticano malgrado tu faccia il possibile per renderti invisibile. Loro non ti scordano, anzi mettono il tuo fantasma sopra un altarino sperando in una tua distrazione, o ricompensa,  o debolezza. 

- C'era qualcuno che aveva attraversato la città solo per poter trascorrere un po' di tempo con lei. Questo non solo era bello, ma era un regalo.

- La stava portando proprio in uno dei suoi luoghi preferiti,  e soltanto un uomo che ti ama lo può intuire senza volerlo. Perché l'amore non è mso calcolato ma solo istinto.

- Un anno poteva essere breve, o lunghissimo, ma in un anno potevano succedere tante cose. 

- Ognuno aveva qualcosa da rimuovere e un nemico da combattere, che era quasi sempre dentro di sè.  Quello è il nemico peggiore,  perché conasce alla perfezione i nostri punti deboli e se ne approfitta, facendoci commettere errori anche grossolani. 

- La felicità ti prende sempre quando vai di corsa. 

- "Quando non t'importa più che tempo fa, vuol dire che sei innamorata" le aveva detto Mr. George. 

- <<Ma tu sei sempre così ottimista o a volte t'incazzi?>>
<<Mi sono arrabbiato troppe volte. E quando ti lamenti sempre alla fine ti giri e non c'è più nessuno ad ascoltarti.>>

- <<È una città che puoi amare subito oppure odiare per sempre,  a seconda del momento in cui ci capiti, ma ti farà comunque sentire parte di lei. Vivere a Londra è come andare in bici per la prima volta. Hai paura di andare troppo lontano, ma poi vuoi scoprire cosa c'è qualche metro più avanti.>>

- Le notizie più belle ti arrivano quando credi di aver perso tutto.

- All'estero ogni gesto assume un significato più profondo,  perché la solitudine amplifica tutto, e avere qualcuno con cui chiacchierare dopo il lavoro può diventare la tua festa di compleanno. 

martedì 8 settembre 2015

Recensione: "Ti prego lasciati odiare" di Anna Premoli

Recensione corta corta come il mio tempo a disposizione... ma non so avevo voglia di scrivere qualcosa oggi è così anche se brevemente vi faccio compagnia anche perché non ho acquisti da farvi vedere :( 
Il volume che ho io racchiude i primi 3 libri pubblicati di Anna Premoli ovvero: 'Ti prego lasciati odiare', 'Come inciampare nel principe azzurro' (QUI la recensione), "Finché amore non ci separi".

Ti prego lasciati odiare
di Anna Premoli

Editore: Newton Compton
Pagine: 664
Prezzo: 8,90€

Voto: 3/5


Trama: Jennifer e Ian si conoscono da sette anni e gli ultimi cinque li hanno passati a farsi la guerra. A capo di due diverse squadre nella stessa banca d'affari, tra di loro la competizione è altissima e i colpi bassi e le scorrettezze non si contano. Si detestano, non si sopportano, e non fanno altro che mettersi i bastoni fra le ruote. Finché un giorno, per caso, i due sono costretti a lavorare a uno stesso progetto: la gestione dei capitali di un facoltoso e nobile cliente. E così si ritrovano a passare molto del loro tempo insieme, anche oltre l'orario d'ufficio. Ma Ian è lo scapolo più affascinante, ricco e ambito di tutta Londra e le sue accompagnatrici non passano mai inosservate: basta un'innocente serata trascorsa a uno stesso tavolo perché lui e Jennifer finiscano sulle pagine di gossip di un giornale scandalistico. Lei è furiosa: come possono averla associata a un borioso, classista e pallone gonfiato come Ian? Lui è divertito, ma soprattutto sorpreso: le foto con Jenny hanno scoraggiato tutte le sue assillanti corteggiatrici. E allora si lancia in una proposta indecente: le darà carta bianca col facoltoso cliente se lei accetterà di fingersi la sua fidanzata. Sfida accettata e inizio del gioco! Ma ben presto portare avanti quello che per Jenny sembrava un semplice accordo di affari si rivela più complicato del previsto.


Esilarante, fresco, leggero, ironico. 
Jennifer è una donna forte, senza peli sulla lingua e un avvocato fiscalista per un'importante banca londinese, con una strampalata famiglia e una marea di sfiga. 
Ian St. John prossimo Duca di Revington è uno dei suoi problemi. È da 7 anni  che si scontrano aspramente per ogni cosa sul lavoro e ora il suo capo glielo ha riaffiancato per collaborare per un facoltoso cliente che fa parte della cerchia della Londra bene che conosce Ian e insieme dovranno cercare di ottenere l'incarico e di portarlo a termine senza ammazzarsi a vicenda. 

Una lettura frivola e coinvolgente, ottima per non sforzare neanche un neurone... due personaggi frizzanti che mi hanno fatto collassare dalle risate che messi insieme fanno scintille e che vi sapranno tenere compagnia a colpi di battute taglienti.

lunedì 7 settembre 2015

Recensione: "Scomparsa" di Chevy Stevens

Buongiorno e buon inizio di settimana e la inauguro con una corta, sigh sigh, recensione di un libro letto all'inizio di quest anno che ho apprezzato molto :) 

Scomparsa
di Chevy Stevens

Editore: Fazi Editore
Genere: Thriller
Pagine: 380
Prezzo: 18,00€

Voto: 4/5

Trama: Il giorno in cui viene rapita, Annie O’Sullivan, una giovane agente immobiliare, ha tre obiettivi da raggiungere: vendere una casa, dimenticare un recente litigio con la madre ed essere pronta in tempo per una cena romantica con il suo ragazzo. Quando arriva il suo ultimo cliente Annie s’illude per un attimo che sarà il suo giorno fortunato. Non sarà così. Sarà l’inizio di un incubo.
Alternato alle sedute di psicoterapia durante le quali Annie narra il dramma della sua prigionia durata un anno, gli abusi psicologici e le violenze fisiche subiti, la dolcezza con la quale arriva a guardare il suo aguzzino, c’è il resoconto degli eventi successivi alla fuga: la lotta per riprendersi la propria identità e le indagini della polizia per scoprire chi abbia architettato il sequestro di cui è stata vittima. Ma la verità non sempre rende liberi.


Attraverso le sue sedute dalla psicologica Annie O'Sullivan narra la sua terribile esperienza alternato alla sua attuale vita e alle paure, a tutto il bagaglio psicologico che si porta dietro dopo il sequestro violento che ha vissuto.

Annie era un'agente immobiliare e l'ultimo cliente della giornata con la scusa di voler visitare la villetta in vendita la rapisce e la porta in uno chalet isolato in montagna. Qui per un anno intero viene rinchiusa, minacciata, picchiata, violentata e spezzata irrimediabilmente psicologicamente. Oltre a narrare tutto il suo vissuto dopo il sequestro in cerca di una nuova sicurezza, di una nuova sè stessa, alla ricerca di una vita senza più paure.

Nonostante sappiamo che la protagonista è viva visto che lo sta raccontando lei, la storia ci tiene incollata alle sue pagine fino all'inatteso risvolto finale.
Un thriller psicologico, con uno stile incalzante, ti 'intrippa' il cervello per così dire, siamo ipnotizzati davanti alle violenze assurde, le restrizioni psicologiche che il Pazzo impone su Annie anche sulle minime cose come orari per andare al bagno, per mangiare, per lavarsi, ogni cosa è controllata fino a minare ogni pensiero, ogni volere di Annie.
Sinceramente non so come parlarvi meglio di questo libro che a distanza di tempo ancora lo ricordo con precisione (cosa rara per me!!) e che vi consiglio di leggere perchè ne vale assolutamente la pena, detta da una che questo genere lo legge poco e niente.

domenica 6 settembre 2015

My personal beauty #: Nail art pop color

Buongiorno e buona domenica ;) io oggi la passerò a leggere e a rilassarmi in vista del colloquio di lavoro di domani ahahahahaha intanto vi lascio il tutorial (se così si può chiamare) di una delle mie ultime nail art, semplice e veloce bastano i colori e un dotter doppia punta grande e medio o piccolo a seconda della grandezza dei pois che volete fare ^^
P.s. I numeri degli smalti li aggiungerò o stasera o domani perché mi sono scordata di prenderli e sto preparando questo post a casa del mio spò dal suo pc. 


1- Stendere una base o trasparente oppure io ho usato una leggermente rosata della Rimmel 'Bret manicure' 
2- Con il dotter a doppia punta iniziamo con i primi pois blu scuro qui e li io ho usato uno smalto Deborah 7days Long. Non serve che i pallini siano uguali o nella stessa posizione mettetene un po'  a caso. 
3- Stessa cosa con i puntini verde acqua io ho usato un altro smalto Deborah Shine Tech iniziandoli a mettere un po' vicini a quelli blu. 
4- Altri pois, di questo azzurro che non so come definirlo un misto tra celeste e blu, della Pupa effetto gel ahahhahahahahah (faccio i 'tutorial' senza sapere i colori dei vari azzurri.. grande Debora!!!) 
5- Infine i pois arancioni sempre Deborah questa volta della collezione 'Pret a porter' e coprite tutti i buchetti rimasti tra un colore e un altro e mettetene qualcuno a cavallo tra i vari colori.
6- Fate asciugare bene tutti i pois e stendete un top coat trasparente.



giovedì 3 settembre 2015

Recensione: "Quello che gli altri non vedono" di Virginia Macgregor

Mentre il mio fidanzato accanto a me guarda Mission impossible 4, io avrei voluto rivedere Vicino a te non ho paura, in alternativa mi scrivo una bella recensione e poi neanche a dirlo mi metto a leggere il mio bel libro di Luca Bianchini 'Dimmi che credi al destino'... vi auguro buona serata e buone letture ^_-

Quello che gli altri non vedono
di Virginia Macgregor

Editore: Giunti
Pagine: 400
Prezzo: 12€

Voto: 3.5/5

TramaMilo ha nove anni e una missione molto speciale: prendersi cura di nonna Lou, che insieme ad Amleto, l’animaletto di casa, è la sua inseparabile alleata. Ogni tanto la nonna annuncia che partirà per la Grecia con il nonno. Peccato che il nonno sia morto molti anni fa… Meglio non dirlo alla mamma, che ha poca pazienza, l’importante è assicurarsi che Lou prenda le pillole che le sbrogliano i pensieri. Del resto è stata proprio lei a insegnargli che il mondo si può “vedere” anche attraverso particolari che sfuggono alle persone comuni: i rumori, il tono della voce o gli odori. Sì, perché Milo è affetto da una malattia che lo renderà progressivamente cieco. E quando un giorno la nonna dà quasi fuoco alla cucina, Milo è il primo a difenderla, ma la decisione della mamma è irrevocabile: Lou deve andare in casa di riposo. Un posto apparentemente perfetto, con un bel giardino, pavimenti lucidi come specchi e un’infermiera dal sorriso stampato. Ma qualcosa non va… Come mai la nonna dorme sempre? Perché non riconosce più nessuno? Con l’aiuto di Tripi, il cuoco della clinica, Milo inizierà la sua personalissima indagine. E quando si è allenati a “vedere” il mondo con tutti e cinque i sensi, quello che si riesce a scoprire è davvero incredibile.


Milo è un bambino di nove anni incredibilmente dolce, sensibile e altruista, buono come un pezzo di pane e ama incondizionatamente il suo maialino Amleto (voto 10 per lui) e per la sua adorata nonna che lo ha sempre amato più di tutti e che lo ha aiutato a convivere, ad accettare, a far diventare una malattia agli occhi come la retinite pigmentosa, un qualcosa di speciale e positivo perché ha potuto sviluppare così tutti gli altri sensi e a notare tutti quei dettagli che le persone che vedono bene non notano.
La sua malattia consiste, descrivendolo come nel libro, nel guardare il mondo da un forellino fino a quando il mondo non diventerà completamente nero. Lui vede solo un puntino dritto a se del mondo intorno, gli manca tutta la visone periferica fino alla cecità completa.
Come dicevo Milo è un bambino buono, che si occupa interamente della nonna. La segue come una mamma chioccia, la aiuta a vestire, lavare, cambiare, sta attento che la nonna non faccia saltare la casa preparando il tè o che non esca credendo di dover raggiungere il suo fidanzato di gioventù che purtroppo morì in guerra. Il tutto un po' di nascosto dalla mamma affinché lei non si arrabbi e la mandi via. Ma la nonna sa che Milo non può seguirla sempre e decide di dare fuoco alla cucina 'accidentalmente' una mattina così che venga mandata via in un istituto. 
Così nonostante Milo abbia cercato di convincere un tutti i modi, con tutte le argomentazioni possibili la mamma, questa porta la nonna Lou alla casa di riposo Nontiscordardime. All'inizio tutto sembra bello e in ordine, l'infermiera gentile e disponibile; ma ben presto Milo con la sua sensibilità e perspicacia capisce che c'è qualcosa che non va e inizia ad indagare con degli "alleati'" molto simpatici e alquanto stravaganti e tutti diversi tra loro. 

Un libro dolcissimo, simpatico con un piccolo protagonista tenero che mi ha conquistata totalmente. Una storia semplice e delicata che racchiude in sé i valori della famiglia, dell'altruismo, la condizione degli anziani nelle case di riposo che troppe volte vengono trattati male all'insaputa di tutti. Davvero ben scritto... consigliato!  :)

Recensione: "La falsaria" di Barbara A. Shapiro

Buon pomeriggio lettori questo pomeriggio vi lascio la recensione di un libro che mi ha completamente incantata. Non avrei mai pensato che una storia che gira intorno al mondo dell'arte potesse rapirmi e coinvolgere così. Vi chiedo scusa per eventuali errori ma sono con il telefono e di tutti non me ne accorgo ^^

La falsaria
di Barbara A. Shapiro

Editore: Neri Pozza
Pagine: 384
Prezzo: 17,00€

Voto: 4/5

Trama: Sono circa tre anni che per il mondo dell’arte Claire Roth è un paria, una grande millantatrice. Il suo destino ingrato è iniziato quando ha avuto la malaugurata idea di svelare che uno dei quadri più noti dell’arte contemporanea, 4D, un’icona al pari dei barattoli di zuppa di Wahrol, non si deve a Isaac Cullion, artista osannato da critici e mercanti con il quale Claire ha convissuto per qualche tempo, ma a lei, giovane, eterna promessa della scena newyorchese. In un mondo in cui gli interessi hanno più valore della verità e del talento, nessuno le ha creduto, e il risultato è che, emarginata dal giro che conta, Claire si è ridotta a lavorare per la Reproductions.com, un’azienda che vende online «repliche perfette» di capolavori della storia dell’arte: opere di Degas, Pissarro e altri illustri maestri, la cui «provenienza soltanto uno storico dell’arte potrebbe distinguere». 
Un giorno, però, la giovane artista riceve l’inaspettata visita di Aiden Markel, il proprietario della famosa Markel G, una delle gallerie più in vista di Boston e New York. Pantaloni di lino su misura, camicia da cinquecento dollari addosso, Markel irrompe nel suo loft con una singolare proposta: una mostra, nella sua galleria, delle opere originali di Claire in cambio della realizzazione di un falso da parte sua. Non una replica à la Roth, ma un vero e proprio falso da dipingere su una tela d’epoca.
Claire Roth, una falsaria? Una van Meegeren del XXI secolo, il frustrato pittore olandese che negli anni Trenta creò perfetti «Vermeer»? 
Una prospettiva non proprio allettante per la giovane artista. Tuttavia, l’occasione di recuperare tutto ciò che ha perduto, e che ha sempre voluto, con una mostra tutta sua, è qualcosa di irrinunciabile per lei. 
Quando, però, Markel si ripresenta al loft con l’opera originale da falsificare, il cuore di Claire Roth sobbalza. L’opera non soltanto è uno dei grandi capolavori di Degas, Dopo il bagno, ma non dovrebbe affatto essere tra le mani di Aiden Markel e tra le pareti del loft di Claire Roth. In una notte di pioggia, infatti, il quadro fu staccato dalle pareti dell’Isabella Stewart Gardner Museum e strappato alla sua cornice da una coppia di ladri maldestri, impegnati nel più grande furto d’arte ancora irrisolto della storia.
Basato sul celebre furto, avvenuto nel 1990 a Boston, di capolavori di Vermeer, Rembrandt, Degas e Manet, La falsaria conduce il lettore nel mondo dell’arte della nostra epoca, un mondo popolato da ladri, falsari e avidi collezionisti, un universo soggiogato dal mito della bellezza e dallo sfrenato desiderio che soltanto l’arte è in grado di suscitare.


Affascinante. Questo libro con tutti i suoi particolari sulla riproduzione dei falsi di quadri mi ha sorprendentemente affascinata. 
Entriamo nella vita di Claire, giovane trentenne pittrice laureata in arte e architettura che per vivere riproduce per un sito internet le opere d'arte di Degas, un pittore dell'800 e coltiva come sogno nel cassetto di poter avere una mostra tutta sua nelle più prestigiose gallerie di Boston. Ma l'ambiente dei pittori, critici, e museo sono luoghi un po' chiusi che le chiudono le porte in faccia oltre per la sia timidezza che la porta a non frequentare quei luoghi anche per la sua storia con il suo ex amante nonché artista Isaac finita tragicamente. 
Quando alla sua porta bussa Aiden Markel proprietario della famosa e prestigiosa galleria d'arte Markel G gli propone di riprodurre de quadri in cambio di una proficua somma di denaro oltre che una mostra tutta sua nella sua galleria, è tentata di accettare così da realizzare il suo può grande sogno e dopo qualche titubanza accetta. Allo scartare della cassa si ritrova davanti il suo quadro preferito di Degas 'Dopo il bagno' che fu rubato insieme ad altre 12 opere vent'anni prima nel 1990 al Gardner Museum (furto realmente accaduto).  
Così inizia Clare a destreggiarsi tra le varie tecniche di falsificazione dei quadri fino ad ottenere un perfetto Degas.

Un libro che nonostante io non sappia nulla di questo mondo ho apprezzato moltissimo. È riuscito a coinvolgermi grazie alla capacità della scrittrice di creare un personaggio in cui traspare il suo amore verso l'arte e tutto ciò che ne gira intorno che non riesci a non farti coinvolgere diciamo emotivamente. Claire mi ha in un certo senso ricordato me e tutte le persone che come me amano la lettura. Lettori voraci e insaziabili, che trovano nei libri il proprio mondo, la loro fonte di consolazione, la loro fuga dalla realtà. In un certo senso amiamo entrambe qualcosa lei il mondo dell'arte io il mondo dei libri e non ho potuto fare a meno di non provare empatia con lei.

Questo libro mi ha presa e anche soddisfatta in un certo senso. La storia ruota intorno a questo quadro 'Dopo il bagno' e alla sua misteriosa scomparsa e il rapporto tra Isabella Gardner Stewart fondatrice del museo è il pittore Degas. 
Veramente un bel libro anche per le persone che come me di arte e pittura non ne sanno assolutamente nulla, neanche le basi per dire ;)