venerdì 11 ottobre 2013

Chi ben comincia... #45

Chi ben comincia... è la rubrica ideata dalla carissima Alessia del blog Il profumo dei libri che ringrazio perchè questa rubrica mi piace tantissimo e poi non so vi può essere utile per stuzzicare la vostra curiosità ^^ Questa rubrica la posterò ogni giovedì ^_^... In che cosa consiste?

-Apri un libro a caso dalla tua libreria
-Riporta le prime 5, 10, 15 frasi dell'inizio del libro
-Aspetta i commenti.


In questo periodo non ci sono mai e le rubriche saltano come i grilli, come I miei acquisti, che tra cui era una puntata pienissima *_* ma rimedierò martedì... ora inizio con Chi ben comincia... ^^ con un libro che mi incuriosisce parecchio e che riscuote parecchio successo! 

*** *** *** 

La vite nella caviglia di Cinder era arrugginita, la testina con l’incisione a stella ridotta a un cerchio smussato. Le nocche le dolevano per lo sforzo di infilare il cacciavite nel giunto per allentare la vite, un giro alla volta. Quando finalmente fu abbastanza allentata perché lei la potesse sfilare con uno strattone della sua mano d’acciaio, i fili lungo l’attaccatura si erano già strappati di netto.
Lanciando il cacciavite sul tavolo, Cinder afferrò il tallone e sfilò il piede dal suo alloggio. Una scintilla le bruciò la punta delle dita e lei mollò la presa di scatto, lasciando penzolare il piede da un groviglio di fili rossi e gialli. Si abbandonò all'indietro con un gemito di sollievo. All'estremità di quei cavi aleggiava un senso di liberazione: libertà. Aveva passato quattro anni a detestare quel piede troppo piccolo, perciò giurò che non si sarebbe mai rimontata addosso quel rottame. Sperava solo che Iko fosse presto di ritorno con un pezzo di ricambio.
Cinder era l’unico meccanico a tempo pieno al mercato settimanale di Nuova Pechino. Senza insegna, la sua bancarella era identificabile solo grazie agli scaffali pieni di pezzi di androide, che ricoprivano le pareti. Era incastrata in un angolino ombroso, tra un rivenditore di mediaschermi e un mercante di seta, entrambi i quali si lamentavano spesso dell’odore penetrante di metallo e grasso proveniente dalla bancarella di Cinder, benché per la maggior parte del tempo fosse coperto dall'aroma delle focaccine al miele della panetteria dall’altra parte della piazza. Cinder sapeva che, in realtà, semplicemente non amavano avere lei come vicina.


-Cinder. Cronache lunari di Marissa Meyer -

8 commenti:

Jaqueline ha detto...

Lo devo leggere, mi attira troppo! ;)

Annie Caffeine ha detto...

Ho già letto questo volume della serie, e mi è piaciuto tantissimo.
L'idea di questo futuro lontano, in un mondo così cambiato mi attirava moltissimo, oltre al fatto che io amo i retellings, soprattutto quando sono originali e ben scritti come questo :)

Lady Debora ha detto...

A chi lo dici *_*

Lady Debora ha detto...

Mi ispira molto perchè non sei la prima a dirmi queste cose... *A* Scarlett lo hai letto??

Annie Caffeine ha detto...

Non ancora purtroppo, ma spero di riuscire a farlo presto perché dalla trama sembra che le avventure di Cinder saranno ancora più entusiasmanti :3

Lady Debora ha detto...

Ma sono collegati oppure sono storie auto conclusive? Mi pare che fossero diverse...

Angela ha detto...

non ho letto il tuo libro!

ecco il mio incipit per te....

tratto da LA PICCOLA BOTTEGA DEI RICORDI di Annelise Corbrion

Crac!
La mia leggendaria goffaggine aveva colpito ancora. Risultato: la mia tazza da tè preferita si era
appena fracassata sul parquet del salotto. Le cose negli ultimi tempi stavano andando decisamente di male in peggio. Sfinita, mi accovacciai per raccogliere i pezzi di porcellana più grossi e scoppiai a piangere. Nelle ultime settimane, queste crisi di pianto mi coglievano all'improvviso. A mia discolpa, devo dire che avevo appena perso i miei genitori in un tragico incidente d'auto e quindi mi ritrovavo sola al mondo. Ero convinta di avere ormai superato il culmine del dolore, dato che da qualche giorno avevo smesso di singhiozzare in pubblico, ma nella vita niente è mai così semplice.
Il telefono squillò, strappandomi alla mia triste apatia. Accovacciata com'ero, afferrai rapidamente la cornetta con la mano destra. L'altra era piena di grossi pezzi di porcellana.
«Ciao bella» esordì Lexie all'altro capo del filo.
«Ciao Lexie» dissi, tirando su piano con il naso.
«Tutto bene?» s'inquietò subito lei.
«Sì, sì, devo aver preso freddo stanotte. Non è niente» minimizzai.
Lexie non credette a una sola parola, ma non disse nulla. Ecco, una migliore amica è proprio
questo: una persona capace di risollevarti il morale quando ce l'hai sotto i tacchi e di capire se hai bisogno di parlare o no.

Lady Debora ha detto...

*A* questo libro c'è l'ho anche io in ebook... Mi hai fatto venir voglia di leggerlo *_* com'è??