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lunedì 27 aprile 2020

Wrap up marzo 2020

Marzo è stato un mese di numerose letture, alcune davvero interessanti altri meno, ho ripreso in mano la nuova scoperta delle graphic novel, a cui mi sono approcciata qualche tempo fa. Nella foto qui sotto non vedete 4 libri perchè l'altra metà l'ho letta in ebook, e ve li mostrerò man a mano che ve ne parlo 😄


Come prima lettura finalmente ho recuperato quello che è ormai considerato l'8 libro di Harry Potter in cui Harry è un po' in sottofondo perchè i protagonisti sono i suoi figli sopratutto Albus che cercherà un suo posto nel mondo di Hogwarts senza essere sempre associato al mitico padre Harry Potter. Ho fatto leggermente fatica all'inizio per via della forma a copione teatrale, ma una volta che ti ci sei abituato la fine arriva presto. Mi è piaciuto? Ni... a causa della velocità con cui si svolgono gli eventi, tanti eventi da compressare in uno spettacolo o in un libro e quindi manca ogni sorta di approfondimento. 
Più che altro avrei voluto di più 3/5.

Dieci giorni in manicomio, ve ne ho parlato dettagliatamente in una recensione QUI. Vi dirò che tra queste poche pagine scoprirete un pezzetto di storia che poche volte viene affrontato e ricordato.
Molto interessante anche se poco empatico 3/5.

Il gioco del silenzio, ecco il libro più NOOOO del mese. Proprio no! Un libro pieno di buoni propositi, andati tutti in fumo! Non mi sono piaciuti nè i personaggi, nè la risoluzione dei fatti (scontata) nè lo svolgersi della storia. QUI potete leggere la recensione se siete curiose. 
Bocciato! 1/5

Agguato mortale è stato il libro per cercare di soddisfare la mia 'voglia' di romanzo rosa, come hai vecchi tempi. Dopo un inizio promettente è iniziato il lento declino verso il no. Sarà che ne ho fatto una scorpacciata negli anni e quindi ne vedo ogni difetto, oltre al fatto che i protagonisti non mi hanno conquistata e la storia non è stata un "woow". Nulla di indimenticabile, già molti dettagli li ho dimenticati, devo scriverne al più presto una recensione per mettere tutto nero su bianco per non dimenticare.
Carino, ma non emozionante. 2/5

Il treno della paura di Jeremy De Quidt è stata una scoperta inaspettata. Partendo dal fatto che non amo i racconti, non sapevo bene cosa aspettarmi visto che sono anche racconti per giovani ragazzi.
Non sono esattamente dei racconti slegati tra di loro, ma piuttosto dei racconti che un uomo fa a un piccolo bambino che ha sbagliato treno e sta aspettando quello giusto in un luogo sperduto chissà dove. E quest'uomo con il suo cane inizia una serie di racconti del terrore, che più del terrore vero sono inquienti, con finali altrettanti inquietanti, fino allo sconvolgente finale ansiogeno. 
Caspita in fondo è un libro per ragazzi!
Promosso! 3/5

Psycho di Robert Bloch. Anche da questo libro non sapevo cosa aspettarmi. Lo avrei trovato cruento? Lo avrei trovato noioso? Pauroso? Sinceramente... pensavo avesse più orrore, che fosse più cruento appunto, invece... nulla. Il tutto si può intuire a metà libro. La storia è abbastanza prevedibile e nulla di eccezionale. Non fa paura, nessun colpo di scena emozionante. Non ho un metro di paragone con il film che vedrò sicuramente, ma mi aspettavo di più, di meglio, almeno si legge veloce senza troppa noia. 
Delusa.. 2,5/5

Passiamo al reparto graphic novel.. ho letto Jane di Aline Brosh McKenna che è un flop, ma ero pronta grazie alla recensione di Silvia inunclick, ma era in sconto a 1,25€ e ho voluto provare. Mi sono tolta la curiosità con pochi soldi per fortuna! Non mi è piaciuto neanche lo stile dei disegni, comunque QUI trovate la recensione con qualche foto delle tavole per farvi un'idea!
In compenso la copertina è molto bella e si legge in un'ora, 1/5

E per finire Locke & Key. Benvenuti a Lovecraft di Joe Hill, primo volume di una serie di 7, mi pare, che invece mi è piaciuta! Sia le tavole con bei tratti e i colori scuri rispecchiano fedelmente le atmosfere cupe, che sono quasi palpabili. Devo assolutamente recuperarli tuuuuuttiiiiii 😍 ho provato a vedere la serie tv su Netflix, i primi 10 minuti già ho visto che è diversa, ma è troppo poco per giudicare, anche quella è da recuperare prima della fine di questa quarantena! 
Molto cupo, proprio come piace a noi. 3/5


E voi a marzo cosa avete letto di bello o brutto??

lunedì 16 marzo 2020

Recensione: "Il gioco del silenzio" di Rob Keller

Il gioco del silenzio
di Rob Keller

Editore: DeA Planeta
Genere: Thriller
Pagine: 330 
Prezzo: 16,00€ cartaceo | 8,99€ ebook

Voto: 1/5

TramaCristina era una criminologa, forse la migliore, ma ha lasciato la professione per occuparsi a tempo pieno di suo figlio Leone, che soffre di un disturbo di iperattività. Ma questa è solo la versione ufficiale, che ha creato per ingannare persino se stessa. La verità è che l'ultimo caso della sua carriera l'ha letteralmente distrutta, costringendola a cambiare vita e a rifugiarsi in una routine scandita da rigorose abitudini. Poi, un giorno, il telefono squilla. Uno zio a lei molto caro si è suicidato, nel paese sul lago di Como dove è cresciuta e dal quale è fuggita molti anni prima. Troppi incubi, troppi fantasmi, per Cristina, in quelle acque scure e profonde. Tornare sul lago significa ritrovare suo padre, con il quale ha un rapporto tormentato, e soprattutto rimettere piede nella Villa degli Orologi, la spaventosa tenuta dalla quale i Radlach controllano non solo gli affari di tutta la zona, ma anche le vite di chi vi abita. La donna resiste con ogni forza alla tentazione di indagare sulla morte dello zio, perché intuisce che la verità si annida nel groviglio di segreti che lega la storia della sua famiglia a quella dei Radlach. Ma quando Leone troverà in soffitta un orologio da taschino con una misteriosa dedica, diventerà impossibile non aprire il cassetto doloroso dei ricordi.


Che delusione! Che delusione totale! Letggete la trama... una villa piena di misteri, con passaggi segreti e sale immense di orologi antichi, una famiglia ricca, potente e temuta da tutti che racchiude segreti, dove il detto l'apparenza inganna calza a pennello... metteteci delle morti misteriose insabbiate e degli indizi che fanno scattare campanelli d'allarme e tutti riportano alla famiglia Radlach.. infine una bella copertina e zac le aspettative puntano in alto, leggi il libro e man a mano scendono, chiudi il libro e ti chiedi che razza di storia tu abbia letto??!!

Cristina è cresciuta con la madre che lavorava come donna delle pulizie per la famiglia Radlach e il padre Alessandro che era il loro mastro orologiaio vista la gran quantià di orologi che la villa contiene, perchè da sempre è l'hobby da svariate generazioni della famiglia.
Ma Cristina non ha trascorso un'infanzia idilliaca, perchè ha sempre voluto far parte di quella vita scintillante all'apparenza senza essere mai accettata, così da grande decide di scappare dal paesino sul lago di Como diventando una grande criminiloga. A distanza di anni, un fallimento su un caso a cui lavorava, e un figlio he soffre di iperattività fa si che Cristina si prenda un periodo di stacco e la mazzata finale arriva quando il padre la chiama e le chiede di tornare a casa perchè il suo amato zio Francesco, fratello del padre, è stato trovato morto e il caso archiviato come 'suicidio' ma i Radlach sono bravi a far archiviare i casi con i loro soldi e conoscenze il il padre di lei vuole vederci chiaro una volt per tutte, visto anche il 'suidicio' di Nicholas uno dei fratelli Radlach di cui Cristina era segretamente innamorata da ragazzina e con cui andava d'accordo.
Cristina non ne ha nessuna intenzione di cadere in quella spirale di fatti sopratutto quando c'è di mezzo quella famiglia e i dolorosi ricordi del suidicio della madre Angela, ma il destino e i fatti hanno in mente altri programmi per lei. 

Sinceramente non vi ho trovato nessun mistero eclatante, nessun svolgimento con colpi di scena degni di nota, tutto molto prevedbile e confusionario dall'inizio al finale stesso che bah... nulla che non si fosse captato da un bel pezzo. L'autore ha voluto poi impastare il romanzo con leggende di un mostro che prende bambini e una donna fantasma del lago, il tutto risultando molto inutile e privo di forza attrattiva.

I personaggi non hanno magnetismo, Cristina che viene descritta una donna forte, l'ho vista in realtà fragile e depressa, una 'bimba' che è ancora risentita perchè voleva essere come i fratelli Radlach e non è riuscita a farsi largo tra loro e a 30 anni ancora porta rancore.
Il padre di lei una figura che è come un'onda c'è e non c'è, cerca di fare il misterioso senza riuscirci. 
Il marito di lei ho avuto l'impressione che sia un uomo senza spina dorsale, un pupazzo messo lì accanto a lei come manichino e un figlio che bah forse è il più intelligente di tutti messi insieme! Un ispettore che si è visto in si e no due scene per poi sparire perchè hanno scoperto che stava "indagando".

L'unica cosa salvabile è che è molto scorrevole, io l'ho letto durante le mie sessioni in palestra sul tapis roulant e la cyclette, per il resto bocciato su tutti i fronti! Mi dispiace Keller avevi una perla in mano e l'hai buttata...